Dipendente col tumore licenziato, l’Eurospar ci ripensa: «È un malinteso, pronti a reintegrarlo subito»
Il direttore delle risorse umane della Despar, Angelo Pigatto, dà la versione dell’azienda e conferma l’intenzione di riassumere il sindacalista e dipendente 52enne malato di cancro e licenziato i primi di dicembre
REGGIO EMILIA. Dopo il fulmine a ciel sereno della lettera di licenziamento sembra che la vicenda lavorativa del delegato sindacale 52enne, malato di tumore, possa risolversi per il meglio. La Despar infatti, azienda datrice di lavoro del dipendente dell’Eurospar, ha fatto marcia indietro.
O meglio, ha spiegato che non c’è mai stato nessun passo avanti, nel senso che non è mai esistita l’intenzione di licenziare il 52enne. Tutto è stato un grosso errore di incomprensione. A spiegarlo è il direttore delle risorse umane della Despar, Angelo Pigatto: «Si è trattato di un malinteso, il contratto collettivo infatti prevede e impone che, per i casi di malattia prolungata, ci sia conservazione del posto per 180 giorni. Qualora il lavoratore, in prossimità del superamento di questa soglia, fosse intenzionato al mantenimento del lavoro è tenuto ad inviare una comunicazione facendo la richiesta di aspettativa».
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Ed è qui che, prosegue Pigatto, si è creato il malinteso fra le due parti: «In questo caso pur essendo il lavoratore un rappresentante sindacale ed essendo seguito da vicino dal sindacato, a noi non è arrivata nei termini questa richiesta di aspettativa. Abbiamo atteso che passassero abbondantemente i termini previsti dalla legge, dopodiché i primi di dicembre abbiamo comunicato al dipendente che, essendo scaduti i 180 giorni, si era esaurito il suo rapporto di lavoro con noi».
Il riferimento del direttore è la lettera, datata 6 dicembre, che cita anche la Filcams Cgil come casus belli, la prova secondo il sindacato del mancato rispetto di quanto concordato con loro.
«Solo a fine anno – conclude però Pigatto – il lavoratore ha inviato la comunicazione tardiva con richiesta di aspettativa. Quindi ci sono state le feste di inizio anno e in queste due giorni ci siamo trovati la sollevazione sindacale prima di poter fare qualcosa. Non siamo intenzionati ad essere rigidi, non siamo dei formalisti, prendiamo atto che c’è questa richiesta e siamo disponibili a reintegrare anche subito il lavoratore in azienda, non abbiamo mai proceduto contro i nostri dipendenti in casi come questo e mai lo faremo».
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