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la fattoria - I consigli dell’esperto 

Guinzagli, ecco quali sì e quali è meglio evitare

OLGA PATTACINI*
Guinzagli, ecco quali sì e quali è meglio evitare

La veterinaria spiega: "Più il guinzaglio è corto e teso più il cane tira"

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REGGIO EMILIA.

Quando si parla di guinzaglio non si deve semplicemente pensare a un mezzo di contenzione che impedisca al cane di andare dove vuole, ma dobbiamo immaginarlo come un prolungamento del nostro braccio e un mezzo di comunicazione.

Se entriamo in un negozio di animali abbiamo solo l’imbarazzo della scelta, ma una scelta sbagliata può avere conseguenze imprevedibili. No subito ai guinzagli corti, “da cane cattivo”, perché il peloso deve essere libero di annusare a terra e comportarsi da cane normale.

Uno dei guinzagli più venduti è quello estensibile, che è anche quello che piace di meno agli educatori: resta sempre in tensione, insegnando al cane a tirare e a stare sempre sul chi vive, il fermo può rompersi nel momento meno opportuno, può sfuggire di mano e cadendo a terra spaventare il cane facendolo scappare lontano, lo sfregamento della corda può causare ustioni e soprattutto diventa molto difficile controllare il cane se è lontano da noi per tutta la lunghezza (5 metri).

Altro guinzaglio da non prendere assolutamente è quello a lazo, che termina con un cappio che stringe gradualmente il collo del cane se tira e allo stesso modo dei collari a strangolo può provocare soffocamento o gravi lesioni alla trachea, non è etico e trasforma un momento di piacere condiviso come una passeggiata in una tortura.

I guinzagli migliori sono quelli formati da una fettuccia di materiale leggero e resistente come il nylon, conmoschettoni alle estremità, di almeno un metro e mezzo di lunghezza, per camminare senza strattoni. Più il guinzaglio è corto e teso più il cane tira: provare per credere! —

*Medico veterinario esperto in comportamento animale della Fnovi

*Medico veterinario esperto in comportamento animale della Fnovi




 

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