Gazzetta di Reggio

Reggio

festeggiamenti 

«I primi 50 anni del Galvani sotto il segno dell’innovazione»

Riccardo Quaglio
«I primi 50 anni del Galvani sotto il segno dell’innovazione»

La dirigente Maria Dall’Asta, il mezzo secolo del Galvani e i 30 anni dello Jodi: «Una crescita autentica deve riguardare la qualità dell’apprendimento» 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Il Galvani-Jodi è un punto di riferimento ma anche centro di supporto per gli alunni con disabilità e per i ragazzi stranieri». Sono parole della dirigente scolastica del “Galvani-Jodi”, la professoressa Maria Dall’Asta, in un momento molto importante per il suo istituto che quest’anno compie cinquant’anni e li festeggia oggi in via della Canalina 21.

Come sono andate le iscrizioni negli ultimi anni?

«Sono state quasi sempre in crescita, non solo perché la nostra proposta per gli indirizzi ottico, odontotecnico e servizi socio-sanitari è una delle migliori ma anche perché siamo molto inclusivi e accogliamo ragazzi con qualsiasi tipo di difficoltà. Possiamo contare su 50 classi e 1.068 alunni, compresi coloro che frequentano le scuole serali e una classe nel carcere di Reggio Emilia».

Quindi l’istituto ha a cuore gli studenti più fragili?

«Noi vogliamo dare la possibilità a chiunque di formarsi e studiare. I genitori, prima di iscrivere i propri figli, sono molto attenti alle politiche scolastiche che riguardano il sostegno. Il Galvani-Jodi è un punto di riferimento per gli alunni Bes (Bisogni Educatici Speciali) e Dsa (Disturbi specifici di Apprendimento) e garantisce loro tutti i mezzi necessari per poter avere un istruzione alla pari degli altri studenti. Proprio per questo motivo il nostro istituto ha quasi il doppio degli studenti disabili al proprio interno rispetto agli altri istituti provinciali. Stesso discorso vale per gli studenti stranieri, che sono due volte di più rispetto alla media delle altre scuole di secondo grado, e per il quale l’istituto fornisce il processo di alfabetizzazione L2».

Come vede il futuro del Galvani-Jodi fra cinque, dieci anni. Ha ancora margini di crescita?

«Gli indirizzi per ottici e odontotecnici non devono e non possono crescere ulteriormente in quanto a livello lavorativo non c’è così tanta richiesta. A questo punto la vera crescita deve riguardare la qualità dell’apprendimento, con nuove strumentazioni e tecnologie, mentre per l’indirizzo socio-sanitario l’augurio è l’attuazione del decreto legge numero 62, che riguarda il riconoscimento del titolo dei diplomati e le certificazioni delle loro competenze».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google