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Il caso del bus a fuoco è finito in Regione con l’interrogazione M5S

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CANOSSA. Finisce in Regione il caso dell’autobus del servizio ferroviario regionale della linea Reggio Emilia- Ciano d’Enza andato a fuoco giovedì, poco prima di iniziare la sua corsa. Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione in Regione chiedendo spiegazioni su quanto successo.

A darle manforte a Roma è il portavoce M5s alla Camera Davide Zanichelli. I due da tempo hanno abbracciato le iniziative dei comitati locali di cittadini che lamentano i disagi sulle linee ferroviarie locali.

«Per fortuna al momento dello scoppio dell’incendio sul bus non c’era ancora nessuno – spiega Silvia Piccinini –. Un fatto casuale, ma che non può che preoccuparci ancora di più visto che quel mezzo veniva utilizzato ogni mattina da diversi studenti».

«Un episodio – prosegue la Piccinini – che dimostra, ancora una volta, la totale inadeguatezza dei mezzi, anche quelli in sostituzione dei treni che dovrebbero esserci ma non ci sono, che viaggiano su quella linea».

«L’incendio dell’autobus è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi simili che hanno costellato il nostro territorio, coinvolgendo le società di gestione del trasporto pubblico locale, pubbliche e finanziate dalla Regione – aggiunge Davide Zanichelli, portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle – episodi analoghi a quelli che, quando avvengono in altre parti d’Italia, sono però ampiamente pubblicizzati».

Nella sua interrogazione, Piccinini chiede alla giunta regionale di riferire al più presto sul caso. «Quello che chiediamo è che la stessa attenzione che si riserva ad iniziative private, come ad esempio il collegamento per Fico a Bologna o per inutili autostrade come la Cispadana, venga fatto anche verso i servizi di trasporto pubblico, come appunto quello ferroviario e in particolare sulla Reggio-Ciano, utilizzati ogni giorno da centinaia di pendolari. Dovrebbe essere la normalità, ma evidentemente per la premiata ditta Bonaccini-Donini non lo è affatto», concludono Silvia Piccinini e Davide Zanichelli. —

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