Lavoratore con il cancro licenziato dall’Eurospar
L’uomo, 52 anni e rappresentante sindacale, è stato cacciato prima di Natale La Filcams indice per oggi un picchetto: «Provvedimento da revocare subito»
Non poteva ricevere regalo peggiore, un lavoratore di Reggio Emilia di 52 anni dipendente dell’Aspiag srl (multinazionale con sede a Padova e titolare del punto vendita della catena Eurospar in città), che prima dell’inizio delle feste natalizie è stato licenziato dalla ditta. Il motivo? Le troppe assenze sul posto di lavoro, giustificate dallo stato di salute del dipendente – delegato sindacale Filcams Cgil – che è affetto da una patologia oncologica. Una situazione che, afferma il sindacato, «era ben nota all’azienda». Tanto è vero che, viene spiegato, il 29 novembre in un incontro sindacale la direzione aziendale «ha concordato con la Filcams e lo stesso lavoratore un periodo di ferie utile a traghettare il nuovo anno», ma ha poi fatto partire il 6 dicembre la lettera di licenziamento, oltre a rimuovere la bacheca sindacale come «segnale ulteriore di quanto fatto».
la protesta
Per «condannare questo comportamento che colpisce un lavoratore in un momento di estrema debolezza» e chiedere l’annullamento del licenziamento e il reintegro, l’organizzazione sindacale ha quindi indetto per oggi uno sciopero e un contestuale presidio davanti al supermercato dell’Eurospar in viale Regina Elena (dalle 9.30 alle 13) dove saranno distribuiti da sindacalisti e colleghi del 52enne volantini ai clienti, chiedendo «solidarietà e sostegno» sulla vicenda.
la vicenda
A raccontare la vicenda è Luca Chierici, segretario provinciale della Filcams Cgil Reggio Emilia: «È il nostro delegato sindacale in quel negozio da diverso tempo e, purtroppo, gli è stata diagnosticata questa patologia oncologica che lo ha portato a fare diverse assenze dal luogo di lavoro per potersi sottoporre alle cure necessarie». Una situazione della quale, prosegue Chierici, «l’azienda era perfettamente a conoscenza tanto è vero che, nel corso di un incontro sindacale che abbiamo avuto con un loro rappresentante il 29 novembre scorso, abbiamo discusso di problematiche generali e anche della situazione di questo lavoratore». L’oggetto della trattativa era la necessità per il 52enne di sottoporsi ad ulteriori cure e per questo «era stato concordato un ulteriore periodo di ferie a dicembre per traghettarlo fino al 2019, quando si sarebbe messo in aspettativa non retribuita conservando però il posto di lavoro. Il referente aziendale non ha posto obiezioni».
ripensamenti
Tuttavia, a dicembre, l’amara sorpresa. Il motivo del licenziamento è il superamento del periodo di comporto, ovvero dei 180 giorni disponibili in un anno per la malattia, motivazione che la stessa Filcams definisce «legittima. Il problema è un altro: si sono rimangiati quanto concordato al tavolo sindacale, senza preavviso e compiendo un atto umanamente deprecabile nei confronti di un lavoratore già debole. E ora, oltre alle preoccupazioni per la sua salute, dovrà aggiungere quella di non avere più un lavoro. Per questo pretendiamo che l’azienda torni subito sui suoi passi». Per dovere di cronaca, ieri abbiamo contattato la Despar per avere la loro versione dei fatti. E, fortunatamente, pare che tutta la vicenda si sia risolta per il meglio: l’azienda, infatti, ha fatto sapere che si è trattato di un malinteso e che è pronta a reintegrare il dipendente. Una notizia accolta con sollievo dalla Filcams che, pur confermando il picchetto, ha dichiarato di «attivarsi per poter procedere». —
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