Mazzoni alla guida della polizia municipale
Lunedì l’insediamento dell’attuale comandante scandianese dopo l’inchiesta su Fabbiani, Pallai e Caggiati
MONTECCHIO. Alla guida della polizia municipale Val d’Enza – l’estate scorsa scossa dall’inchiesta che ha coinvolto il vicecomandante Tito Fabbiani, la compagna vigilessa Annalisa Pallai e, in concorso, la comandante Cristina Caggiati – lunedì prossimo, 14 gennaio, arriverà Ermanno Mazzoni, attuale commissario superiore del presidio scandianese della Municipale Tresinaro Secchia. La sua permanenza alla Municipale della Val d’Enza potrebbe non essere definitiva, ma a quanto risulta è lui il comandante scelto per rimettere in sesto il corpo di polizia locale attivo nei Comuni di Montecchio, Gattatico, Sant’Ilario, Campegine, Cavriago, Bibbiano e San Polo.
La nomina di Amato Cabiddu, che risale al momento in cui l’inchiesta sulla polizia locale dell’Unione Val d’Enza è esplosa coinvolgendo comandante e vice, è scaduta il 31 dicembre 2018. In questi giorni il ruolo al vertice del corpo rimasto vacante. «In Unione ci vedremo venerdì», aveva detto nei giorni scorsi l’attuale presidente dell’Unione Val d’Enza e sindaco di Cavriago, Paolo Burani. L’incontro era finalizzato appunto ad individuare un nuovo comandante .
L’inchiesta che coinvolge Tito Fabbiani, Annalisa Pallai e Cristina Caggiati è emersa nell’estate 2018 con il provvedimento di arresti domiciliari chiesto dalla Procura ed eseguito dai carabinieri, con l’ok del gip, per Fabbiani (poi tornato libero) e la sospensione per sei mesi della Pallai.
LE ACCUSE
Sotto accusa la loro condotta all’interno del comando della Municipale Val d’Enza. Fabbiani è accusato di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato e mobbing. La coppia è accusata di aver usato il comando dei vigili per scopi privati (era soprannominato ironicamente “casa Fabbiani”). Al centro dell’inchiesta c’è anche l’acquisto di un suv che, sempre secondo l’accusa, Fabbiani e Pallai – che sono una coppia nella vita – avrebbero utilizzato per ragioni personali e famigliari. È proprio in relazione all’acquisto di questo automezzo – una Mazda Cx3 pagata oltre 20 mila euro dai Comuni dell’Unione – che in seguito è emerso essere finita nei guai anche la comandante Cristina Caggiati: è indagata per abuso d’ufficio in concorso, oltre che per omessa denuncia. Nei giorni successivi, nei suoi confronti, è stata decisa la sospensione dal ruolo di comandante. Il sostituto procuratore Valentina Salvi ha recentemente chiesto per tutti e tre il giudizio immediato. —
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