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CArtelli nel mirino 

Papà Ciro disperato: «Tragedia evitabile»

Am.P.

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REGGIO EMILIA. «Questa tragedia si poteva evitare». Il giorno precedente il funerale il papà di Emili, Ciro Formisano, intervistato dal Tg1 di Bolzano e ripreso di spalle, si è detto tormentato per l’accaduto e ancora incredulo di aver perso la figlia in quella che doveva essere una vacanza sulle montagne bolzanesi, dove la famiglia era ospite per le feste di una delle sorelle di mamma Renata. Sulla tragedia Ciro Formisano ha puntato il dito contro la società Funivie Corno del Renon. A suo avviso il cartello con le informazioni non era sufficientemente chiaro, né il luogo poteva far sospettare il pericolo. «Quando si sale ci sono circa 30 metri in piano, poi una piccola discesa – ha dichiarato il papà – e se il cartello fosse stato in italiano avrei detto a mia moglie: guarda che lì non puoi stare, è pericoloso». Una circostanza negata dal responsabile della società, indagato per omicidio colposo (come da prassi la mamma della bimba). Secondo i gestori ci sono parecchi cartelli – scritti anche in italiano con l’aggiunta del simbolo con la croce – che indicano come su quella pista nera fosse vietato andare con lo slittino.

La Procura di Bolzano, che ha dissequestrato l’impianto appena due giorni fa, pare dello stesso parere: gli avvisi di divieto sarebbero stati corretti e sufficienti, tanto che l’inchiesta pare avviata verso l’archiviazione. I riscontro diagnostico disposto sul corpo della bambina dal pm Luisa Mosna, anche per volere del padre, fa presagire una battaglia legale. —

Am.P.

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