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Pd “cede” il candidato sindaco in cambio di alleanza a sinistra

Adriano Arati

“Cambia Casalgrande”  di Zanti, Ferrari e Montipò rivela la trattativa con i Dem disposti ad archiviare Vaccari per un patto elettorale forte

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CASALGRANDE. Un’apertura del Pd di Casalgrande a un cambio di candidato sindaco, in cambio dell’alleanza con la nuova forza civica di centrosinistra alle elezioni amministrative di primavera. Sarebbe andata in scena, almeno a livello di confronto informale, nelle scorse settimane, durante un dialogo fra i rappresentanti del Pd e gli esponenti di “Cambia Casalgrande”, la formazione promossa da Giovanni Zanti, Alan Ferrari e Fausto Montipò. Negli scorsi mesi, “Cambia Casalgrande” è stata protagonista di una dura polemica col sindaco Alberto Vaccari legata al progetto di una nuova casa di riposo. Martedì prossimo il gruppo ha organizzato un incontro pubblico al circolo Arci di Casalgrande Alto per parlare del tema. Oltre a Fausto Montipò, ex sindaco casalgrandese per il Pci negli anni ’80, interverrà la consigliera comunale 5 Stelle Annalita Luppi. Nel presentare l’iniziativa sulla propria pagina Facebook, “Cambia Casalgrande” parla di un recente dialogo elettorale con il Pd. «Capita sovente che ad alcuni di noi, quelli che più sono impegnati nella costruzione di “Cambia Casalgrande”, venga chiesto un incontro da qualche esponente, anche di rilievo, del Pd», spiegano. «Ogni volta però si sentono ripetere le stesse cose: “Perché volete fare una lista quando poi alla fine se vi va bene avrete un consigliere? Ottenendo casomai il risultato di far vincere gli altri, nonostante che noi del Pd in tutti questi anni si abbia amministrato assai bene…”». I componenti di “Cambia Casalgrande” sono ben radicati nella sinistra locale e il timore potrebbe essere quello di un’erosione dei voti della base storica. In questo senso, sarebbe uscita l’ipotesi di non ripresentare Vaccari, al primo mandato, pur di ottenere un accordo: «In un’occasione addirittura si è arrivati alla disponibilità a non ricandidare l’attuale sindaco, se era quello il motivo che ci portava costruire “Cambia Casalgrande”», affermano.

Ma l’opzione non è stata presa in considerazione: «Non ci interessa chi sarà il vostro candidato, c'interessa con quale spirito, con quali ideali si porta avanti la gestione della cosa pubblica. L’attuale sindaco certamente non ha brillato in questi ormai cinque anni, ma non è il solo a portare il peso dell’attuale situazione», sottolineano secchi Ferrari, Zanti e Montipò. E il sindaco tirato in ballo? «Il bene comune deve sempre essere messo davanti a tutto; è giusto che sia così. Deve andare davanti alle singole persone. E quindi ci sta che a livello di discussione esca anche l’ipotesi di ragionare su un cambio di candidato, se può servire come base di un’alleanza», commenta Vaccari. «Questo è legittimo. Trovo però davvero inelegante divulgare così delle conversazioni private». —

Adriano Arati

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