Squadra Mobile arresti cresciuti del 43% nel 2018
Spiccano le violenze sessuali e l’attività antidroga: in un anno sequestrati 70 chili di stupefacenti tra cocaina eroina, marijuana e hascisc
REGGIO EMILIA. Quello appena concluso è stato un anno intenso per la Squadra Mobile reggiana, che ha registrato un incremento di arresti: dai 100 del 2017 ai 143 del 2018, un +43% in cui spiccano le violenze sessuali e l’attività antidroga (70 chili di stupefacenti e 447mila euro sequestrati). Una tendenza al rialzo dovuta, secondo il dirigente della Squadra Mobile Guglielmo Battisti, «al lavoro svolto nel corso di indagini lunghe e complesse, iniziate nel 2015 o nel 2016»: insomma si è raccolto dopo avere a lungo seminato.
Il bilancio annuale dice che a finire dietro le sbarre sono per il 32% italiani, per il 68% stranieri: cittadini marocchini (20%), nigeriani e albanesi (13%), tunisini (9%) e georgiani (3%).
A farla da padrone è la repressione del traffico di droga, campo nel quale sono stati totalizzati la fetta preponderante di arresti (67), con ingenti quantitativi di sostanze sequestrate, soprattutto “pesanti”: 32 chili di cocaina, 18 chili di eroina, 17 chili di marijuana e 2 di hascisc. Un traguardo raggiunto, ha spiegato il dirigente della Mobile, grazie soprattutto all’arresto differito, che consente di “stoppare” lo spaccio concedendo agli investigatori il tempo di inserire il “pesce piccolo” in una cornice più ampia. La più grande operazione antidroga mai effettuata nella nostra provincia è stata “Rexit”, che partendo dalle ex Reggiane ha portato a 34 arresti in flagranza e a 27 misure cautelari.
Sul fronte reati contro il patrimonio, sono scattate le manette ai polsi di 27 persone per rapine (la “banda dei nonni” delle farmacie, il “Branco” di minori che derubavano e rapinavano studenti, l’operazione “Mentore” con due banditi che usavano il narcotico per le rapine), per estorsione (un camionista aggredito da tre cutresi contigui alla criminalità organizzata), per furti seriali in casa e sulle auto (un chilo d’oro sequestrato a gennaio), ma anche reati da colletti bianchi come riciclaggio ed emissione di fatture false (operazione “Billions”) e un giro di mazzette all’interno dell’ufficio cittadinanze della Prefettura (operazione “Corrupta civitas”).
Sono stati 14 gli arresti per reati contro la persona, soprattutto per violenza sessuale su maggiori e minori: accanto al clamoroso stupro in via Petit Bon, dietro al campo da baseball, dove una 24enne reggiana intenta a passeggiare vicino a casa era stata assalito da un ucraino che dormiva in tenda nel campo accanto, le violenze domestiche su donne e bambini hanno confermato un trend importante, grazie anche ad una maggiore propensione alla denuncia. Particolare attenzione è stata riservata alla tratta e riduzione in schiavitù di donne nigeriane e alla prostituzione cinese nei centri massaggi, in realtà con prestazioni “hard”, controllati e chiusi. «Al momento non vi sono centri massaggi operanti nel capoluogo» ha dichiarato Battisti. Infine, sul fronte detenzione armi, si sono contati 4 arresti e il sequestro di 4 pistole e 2 fucili detenuti illegalmente. —
Am.P.
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