È morta Rosaria Savastano «Giudice preparato e gentile»
Dopo i sette anni a Reggio, venne nominata presidente del tribunale a Ferrara La collega Beretti: «Sapeva ascoltare e aiutare, per noi un punto di riferimento»
Gentilezza, disponibilità, grande preparazione professionale.
I colleghi magistrati ne parlano con gli occhi lucidi di Rosaria Savastano, 66 anni, deceduta nelle prime ore di ieri come conseguenza di una grave malattia combattuta con coraggio fino in fondo.
Per i seri motivi di salute, da alcuni mesi si era dimessa dal ruolo di presidente del tribunale di Ferrara ricoperto dall’autunno 2016.
IL PERIODO REGGIANO
La sua morte ha scosso anche la comunità reggiana, perché per sette anni aveva lavorato – con ottimi risultati – nel nostro palazzo di giustizia come giudice civile, mettendo a frutto l’indiscussa preparazione nel campo del diritto di famiglia. «Ero a conoscenza della sua malattia – è il toccante ricordo della collega Cristina Beretti, presidente del tribunale di Reggio Emilia – e Rosaria è una persona che sarà difficile dimenticare. Negli anni in cui ha lavorato a Reggio Emilia come presidente delle sezioni civili, è stata per tutti noi un punto di riferimento ed un esempio di serietà ed abnegazione. Rosaria era in ufficio tutto il giorno e la sua porta era sempre aperta. Tutti noi sapevamo di poter contare su di lei. Una voce amica, sempre pronta ad ascoltare, a consigliare, ad aiutare. Mancherà moltissimo a tutti coloro che l’hanno conosciuta». Non nasconde la commozione l’avvocato Marta Rovacchi, noto avvocato matrimonalista reggiano: «L’ho conosciuta per motivi professionali, poi eravamo divenute amiche, al di fuori del tribunale. Sapevo della malattia, ero in contatto con la famiglia. Ho sempre stimato Rosaria per l’indubbia preparazione e il rispetto per noi avvocati durante le cause. Disponibilità ed operatività che l’avevano portata a coinvolgere le parti in gioco nell’applicazione delle norme del diritto di famiglia, mettendo a punto tre diversi protocolli. A lei dobbiamo tanto».
IN DIFESA DELLE DONNE
Savastano era stata anche fra le più convinte fautrici del Tavolo interistituzionale contro la violenza sulle donne, non facendo mai mancare il suo contributo fin dagli inizi («Le donne arrivano in tribunale in una fase avanzata – ha sempre sostenuto – quando sono già profondamente “ferite”, quindi è fondamentale il lavoro del Tavolo al quale ognuno porta il suo patrimonio di conoscenze») insieme al sostituto procuratore Maria Rita Pantani, al dirigente della questura Cesare Capocasa e all’assessore comunale Gina Pedroni. Commozione e vicinanza e non può che essere così, perché Rosaria Savastano, in tribunale, era una di famiglia. Del resto, per lei il palazzo di giustizia era come fosse casa sua, tanto che i colleghi ricordano che per Natale, a sue spese, organizzava un ricevimento per chiamare magistrati, personale, procuratori, proprio come in famiglia. «Era una donna straordinaria, competente, preparata e gentile, molto corretta sotto il profilo professionale – dice Tiziano Tagliani, avvocato e sindaco di Ferrara – e c’è sempre stata una grande sintonia». Fissati per martedì i funerali a Ferrara, alle 15.45, nella chiesa del Gesù in via Borgoleoni: a fianco della sua “casa”, il tribunale, e poco lontana da dove abitava con il marito magistrato Lucio Di Stefano. —
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