Scioperano in tribunale i magistrati onorari
REGGIO EMILIA. Ormai da tempo i giudici di pace e i magistrati onorari (giudici e pm non togati) chiedono il riconoscimento di adeguate tutele economiche e previdenziali, trovandosi in totale disaccordo prima con la riforma Orlando ed ora con l’attuale leadership politica (M5S e Lega) che nel “contratto di governo” aveva previsto il totale ripensamento della citata riforma. Ma la situazione non si sblocca, anzi gli organi sindacali della magistratura onoraria annotano che «il Governo del cambiamento sta procedendo in direzione opposta, accelerando l’attuazione della penalizzante ed inadeguata riforma Orlando». Da qui la decisione di scendere in sciopero: per un mese (sino al 9 febbraio) i giudici di pace, dal 21 al 25 gennaio pm e giudici onorari. Una decisione che avrà ripercussioni non indifferenti anche nel nostro tribunale, dove operano una trentina di queste professionalità che ogni giorno affrontano buona parte delle cause civili e penali. «Sono magistrati precari – rimarcano le associazioni di categoria – che garantiscono l’amministrazione della giustizia di primo grado. Privi di tutele, con compensi “a cottimo”, variabili in base alla sede di lavoro, senza alcuna delle garanzie costituzionali a tutela dell’autonomia ed indipendenza della funzione, nonché dei soggetti che la esercitano. Chiediamo al ministro Alfonso Bonafede di rispettare il contratto di governo». —
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