Addio a Quinti, storico agente della Municipale
L’ex ispettore è morto a 71 anni dopo una carriera brillante: nel 2008 era stato anche insignito del Cavalierato del lavoro
Se ne è andato un altro pezzo di storia di Reggio Emilia: William Quinti, ex ispettore della polizia municipale, è morto ieri a 71 anni. Quinti, agente sempre dedito al lavoro e al servizio del cittadino, formava assieme al compianto Vivaldo Ghizzoni la coppia di vigili in moto più temuta dai ragazzini fra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta.
Due amici, oltre che colleghi, che sono diventati nel corso del tempo praticamente fratelli, tanto da essere inseparabili per tutta la loro carriera, da sostenere assieme l’esame per diventare ispettori e da andare in pensione assieme.
Un legame così forte che li ha quasi uniti anche nel momento della morte: Quinti e il “Ghizzo” sono scomparsi a distanza di meno di un anno l’uno dall’altro, entrambi a 71 anni.
La dedizione al lavoro di Quinti gli ha portato numerosi riconoscimenti fra i quali anche il Cavalierato del lavoro, ottenuto nel 2008 (due anni prima della pensione) e la responsabilità di far parte delle scorte dei socialisti Bettino Craxi e Dino Falisetti.
A piangere lo storico ispettore, oltre che i colleghi della Municipale – che da lui hanno imparato e preso ispirazione nel corso degli anni – sono la moglie Dantina, le figlie Patrizia e Cristiana e i suoi quattro nipoti. I funerali si svolgeranno domani, martedì 15 gennaio, alle 11 nella chiesa del cimitero di Coviolo: ai partecipanti non si chiedono offerte ma donazioni al Core.
A piangere Quinti nella camera ardente allestita sempre al cimitero di Coviolo, non sono solo parenti e agenti della Municipale. Sono tantissimi i reggiani che sono cresciuti con il terrore di quella coppia di vigili in moto, scappando dai loro inseguimenti che diventavano quasi una sfida quotidiana. Una “rivalità” che, però, è sempre stata caratterizzata dal rispetto e, soprattutto, dall’affetto verso quel poliziotto intransigente ma giusto, una di quelle persone che sapeva insegnare e non solo punire.
«Era la classica persona amante della famiglia – ricorda con affetto la figlia Patrizia – è stato sempre un papà presente e un nonno super presente, adorava i nipoti forse quasi più dellesue figlie. E nonostante questo aveva un carattere forte, intransigente, tradizionalista». —
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