Ora il divieto è anche in italiano «Un errore, abbiamo rimediato»
REGGIO EMILIA. C’è anche in italiano, ma solo ora, il divieto di utilizzare slitte e bob sulla pista nera del Corno del Renon, che il 4 gennaio ha visto morire Emili Formisano, la bimba di 8 anni, in slitta con la mamma. Sul cartello in Alto Adige ora accanto alla scritta tedesca è comparsa anche quella in italiano: «Vietato slittare».
A sottolineare questa mancanza, tra i primi c’era stato il padre, Ciro Formisano, operaio alla Dana Brevini: «Se il cartello fosse stato in italiano, sicuramente a mia moglie avrei detto “aspetta un attimo che le indicazioni dicono che tu lì non puoi stare”».
Nell’incidente è rimasta ferita in modo gravissimo la mamma Renata Dyakowska, da allora ricoverata in ospedale a Bolzano. La procura del capoluogo intanto ha aperto un’inchiesta, con la quale sta lavorando per accertare eventuali responsabilità per l’accaduto o mancanze in materia di sicurezza.
Ad essere indagati sono la mamma stessa di Emili e i responsabili della gestione dell’impianto, che hanno aggiunto la scritta in quello che, riportano, è l’unico cartello sprovvisto delle indicazioni in doppia lingua. «Credo che, paradossalmente, ci sia stato un eccesso di informazione perché sul grande cartello giallo ci sono tutte le indicazioni, fin troppe, in italiano e tedesco – ha commentato ancora ieri, durante un intervista al quotidiano Alto Adige, il presidente del comprensorio sciistico Siegfried Wolfsgruber – Sono indicate le piste, le loro difficoltà e la direzione per raggiungere la pista da slittino e quella da fondo. Per quanto riguarda la pista nera dov’è avvenuto l’incidente, invece, c’è il bollino nero, il divieto in tedesco di usare la slitta, accompagnato da una pittografia più che chiara. Manca la scritta in italiano, è vero, ed è stato un errore a cui abbiamo rimediato nei giorni scorsi, aggiungendola con una pecetta. Ma dubito che quelle parole avrebbero potuto evitare la tragedia». —
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