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Reggio Emilia capitale della sicurezza degli stadi, il questore: "I giocatori mandino messaggi anti violenza ai loro tifosi"

Enrico Lorenzo Tidona
Reggio Emilia capitale della sicurezza degli stadi, il questore: "I giocatori mandino messaggi anti violenza ai loro tifosi"

In corso al Mapei Stadium il convegno nazionale “Calcio e ordine pubblico. L’evoluzione della disciplina sulla sicurezza negli stadi” alla presenza del capo della polizia Franco Gabrielli e del sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti.

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Reggio Emilia è la capitale della sicurezza negli stadi e il Mapei Stadium è considerato “un salotto”, come ricorda Andrea Fabris del Sassulo Calcio, società padrone di casa al Città del Tricolore e che ha organizzato il convegno nazionale “Calcio e ordine pubblico. L’evoluzione della disciplina sulla sicurezza negli stadi”. Un incontro ospitato nel cuore dello stadio di Reggio, alla presenza del capo della polizia Franco Gabrielli e del sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti.

A pochi giorni dalle polemiche sugli incidenti, delle vittime e dei cori razzisti, Reggio si conferma laboratorio per offrire un esempio di sicurezza avanzata e tentare di risolvere i problemi con una visuale a 360 gradi, a livello locale, nazionale e internazionale.

“Il Sassuolo Calcio è una fortuna e un valore aggiunto per Reggio - ha detto il prefetto della città, Maria Grazia Forte - E’ una società che rappresenta vera collaborazione e strategia tra pubblico e privato. Investimenti non solo strutturali ma anche nella cultura dello sport. Ringraziamo la società per quello che fa per questo territorio. Il Sassuolo poi è una realtà particolare perché gioca in un territorio che non è di sua appartenenza”.

“Considero di prestigio e un onore che questo convegno organizzato a Reggio abbia un posizionamento di profilo nazionale - è stato il saluto del sindaco di Reggio, Luca Vecchi - Voglio rinnovazione il plauso alla questura di Reggio e al Sassuolo Calcio che hanno organizzato questo importante momento.
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Qui abbiamo avuto la Stella Rossa e mi viene da osservare che dove c’è collaborazione orizzontale questo crea prevenzione e gestione del rischio sicuramente più efficace. C’è poi la qualità degli stadi. Questo di Reggio è stato pensato negli anni Novanta ed è stato acquisito a un certo punto da Mapei e ha avuto ulteriori investimenti. La terza questione, quella più importante, riguarda il messaggio in materia di tifo e di violenza siamo decisi a  tramandare ai giovani la cultura del tifo senza far diventare degli stadi una discarica.



Dobbiamo riuscire a collocare un’asticella sotto la quale non scendere. Se si scende bisogna avere la capacità di fermarsi anche per prevenire scenari tragici come quelli di questi giorni".

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dopo aver chiesto un applauso per l’arresto di Cesare Battissti (“Chiedo un applauso per la consegna di Battisti, uno dei peggiori terroristi di questi anni) ha affermato che “il Sassuolo è una delle società che non mi vergogno di dire modello che sta dimostrando sensibilità particolare”.

Più funzioni agli stewart e messaggi anti violenza dai calciatori. Queste le richieste presentate dal questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone: “Credo ci siano due cose da fare. Ridisegnare un ruolo e le competenze degli stewart. Serve poi travasare alle società sportive le informazioni, Non non conoscono infatti i nomi dei daspati. Inoltri le società sportive dovrebbero esplorare la frontiera dei calciatori. Calciatori relegati in una sorta di limbo e indifferenza. Questo non fa giustizia a una classe di giovani che mostra maturità sicuramente apprezzabile e sono un riferimento. Mi interrogo sull’efficacia che potrebbe avere un messaggio di condanna da parte di calciatori ai proprio tifosi per fenomeni di razzismo e prevaricazione. So che questo potrebbe causare altre problematiche. Ma servirebbe anche di più dei messaggi delle società e delle istituzioni”.

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