Reggio Emilia, «Mancano gli spazi per gli atti giudiziari»
Parla la direttrice dell’Archivio di Stato: «Le nostre due sedi già colme, la criticità segnalata al Ministero ma senza esito»
REGGIO EMILIA. Il problema, ormai da anni, è sempre lo stesso come di recente segnalato dalla Gazzetta: l’archivio del nostro tribunale decisamente deborda (il lavoro giudiziario a Reggio Emilia non manca di certo, anzi sta vertiginosamente aumentando) e per legge il palazzo di giustizia non è tenuto a trattenere documenti vecchi di oltre quarant’anni, della cui conservazione deve invece occuparsi l’Archivio di Stato.
Ma il trasferimento di tutti quei materiali latita e non da poco tempo, da qui gli spazi congestionati nella struttura di via Paterlini. E il direttore dell’Archivio di Stato cosa pensa di fare, visto che sono giunti i solleciti in tal senso da Francesco Caruso e Cristina Beretti, cioè dagli ultimi due presidenti succedutisi alla guida del tribunale di Reggio Emilia?
Dottoressa Paola Meschini, da cosa deriva questo annoso incaglio?
«Va detto che alcuni anni fa avevamo ritirato dal tribunale dei documenti novecenteschi, ma mi rendo conto che era come una goccia nel mare. Ma di più non possiamo fare, perché abbiamo esaurito tutto lo spazio disponibile nelle nostre sedi di corso Cairoli e dell’ex-carcere di San Tomaso. Non è cattiva volontà, gli spazi al momento restano questi».
Il problema però rimane, anzi si appesantisce visibilmente: come pensate di poterlo risolvere?
«Da tempo abbiamo segnalato questa situazione al ministero Beni Culturali, chiedendo ulteriori spazi. Ma da diversi anni lo Stato tende più che altro a vendere le proprie strutture, anziché tenerle per destinarle ad usi archivistici come nel nostro caso. E di edifici in vista non ve ne sono. Ma anche se ci fossero bisognerebbe poi fare altre valutazioni».
Sarebbe a dire?
«Vi sono delle normative da rispettare, l’edificio deve essere dotato delle necessarie caratteristiche affinché l’archiviazione avvenga in sicurezza. Va valutata l’effettiva funzionalità dell’immobile ed eventualmente il costo per renderlo tale. È un discorso articolato che comprende requisiti da rispettare, particolari strettamente tecnici previsti dalle norme su cui non si può transigere. Tutte questioni messe ben in chiaro con il tribunale quando avvengono gli incontri a cadenza quadrimestrale della Commissione di sorveglianza».
Intanto, però, in tribunale gli atti giudiziari continuano ad accumularsi...
«Effettivamente degli uffici di nostra competenza, il tribunale ha l’archivio cartaceo più imponente. Altri uffici, come per esempio la Motorizzazione, si sono incamminati in modo più deciso verso la digitalizzazione, smaterializzando tanta documentazione, compiendo un bel passo in avanti».
Insomma, una situazione di stallo che pare non avere via d’uscita.
E con pure il paradosso che l’archivio giudiziario presto verrà adeguato quanto ad impianto antincendio (il Comune, proprietario del palazzo di giustizia, ha infatti indetto un bando di gara per 184mila euro), ma lo si vede di giorno in giorno pericolosamente debordare per il costante accumulo di documenti del tribunale, a cui vanno aggiunti quelli della soppressa pretura circondariale, parte dei fascicoli relativi alle preture soppresse nel 1999, tutti i registri e gli allegati allo stato civile dei Comuni reggiani, oltre a tutte le raccolte librarie di entrambi gli uffici. Catalogati – nell’estate 2012 – anche fascicoli di quasi un secolo fa... Come finirà? —
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