Il mondo della scuola in difesa dei licei e degli studi umanistici
Maria Rosa Ferraroni: «A Reggio gli istituti tecnici e professionali sono tutti di alta qualità ma è nei Classici che si forma la classe dirigente»
Reggio Emilia. Non solo gli studenti ma anche gli adulti s’interrogano sulla scelta della scuola. La settimana scorsa, infatti, il presidente di Unindustria Reggio Emilia, Fabio Storchi, ha consigliato ai giovani che frequentano la terza media di scegliere gli istituti di secondo grado tecnici o scientifici.
Questo appello è stato raccolto da alcuni appartenenti al mondo scolastico o universitario, ma sempre mantenendo una grande attenzione per il campo umanistico.
Il primo a esprimersi è Daniele Cottafavi, dirigente Scolastico dell’istituto “Sandro Pertini” e coordinatore dei presidi, che ha commentato l’annuncio di Storchi così: «Penso sia un consiglio corretto, Storchi credo voglia sottolineare che i percorsi scientifici e tecnici non sono di serie B rispetto ai licei, specialmente se consideriamo che la provincia reggiana ha istituti tecnici e professionali di alto livello, che formano in maniera ottimale gli studenti».
Diverso invece il giudizio di Gino Ruozzi, professore universitario di Lettere che insegna a Bologna ed è reggiano, che però preferisce non estendere l’appello a tutti gli studenti: «Capisco Unindustria, credo che per gli industriali sia importante avere giovani formati nell’ambito tecnico-scientifico e Reggio è ancora una zona capace di dare lavoro in quell’ambito, però non credo che questo consiglio vada esteso a tutti gli studenti in generale. Le materie umanistiche sono ancora di vitale importanza».
D’accordo solo parzialmente anche l’ex preside del Liceo Classico “Ariosto-Spallanzani”, Maria Rosa Ferraroni, che ribadisce l’importanza dei licei umanistici: «Il monito di Unindustria non credo volesse svilire i licei ma semplicemente pubblicizzare gli indirizzi tecnici, professionali e scientifici, che sono tutti di alta qualità a Reggio e provincia – l’ex preside ha precisato –. Il ruolo dei licei, specialmente quelli classici, è ancora molto importante perché da quelle scuole uscirà la futura classe dirigente».
Maria Mussini, già senatrice e insegnante di Lettere, che ritiene molto importante la fusione tra l’ambito tecnico e l’ambito umanistico: «Nel corso della mia esperienza politica ho parlato con diversi industriali, anche reggiani, e capisco il loro bisogno di avere ragazzi preparati, ma quello di cui c’è più bisogno nel mondo del lavoro è avere ragazzi creativi. Non basta imparare le cose strettamente necessarie per svolgere il proprio lavoro, ma bisogna avere una mente pensante in grado di risolvere ogni tipo di problema, e questa attività credo che aspetti ancora alle materie e i licei umanistici».
Più generale il commento di Giuseppe Caliceti, maestro elementare e scrittore, che critica l’intero sistema di scelta: «Penso che il sistema italiano sia da cambiare, a 13 anni è difficile che un ragazzo possa fare una scelta corretta e consapevole. Non ritengo che gli istituti tecnici siano meglio dei licei o viceversa, penso solo che se utilizzassimo un sistema più simile a quello francese i ragazzi sarebbero più coscienti del percorso da intraprendere». —
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