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tragedia in zona stazione 

Incendio mortale, via i sigilli da via Turri 33

Ambra Prati
Incendio mortale, via i sigilli da via Turri 33

Le cantine sono tornate in disponibilità dell’amministratore, oggi i primi sopralluoghi delle ditte incaricate dei lavori

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Le cantine di via Turri 33, la palazzina della zona stazione coinvolta nel maxi incendio della notte tra il 9 e il 10 dicembre scorso, che provocò due morti e 38 feriti, sono state dissequestrate.

Il provvedimento, trasmesso nella tarda mattinata di ieri dal pm Maria Rita Pantani, ha restituito lo stabile all’amministratore condominiale Michele Matrone, che preannuncia: «Oggi inizieranno i sopralluoghi dei periti e delle ditte incaricate del ripristino». Un ripristino che non sarà così rapido come sperava l’amministrazione comunale, che aveva indicato come termine gennaio, proprio a causa dei sigilli della Procura che ha dichiarato il seminterrato da dove è partito il rogo off limits per quasi un mese, per consentire di indagare ai massimi esperti della polizia scientifica scomodati da Torino e Roma.

Pochi giorni dopo la tragedia il vicesindaco Matteo Sassi aveva dichiarato che, per accelerare il rientro degli sfollati ospitati nel frattempo in due alberghi cittadini, il Comune si sarebbe sobbarcato le spese per assicurare le condizioni minime di abitabilità. «Il soggetto attuale non sono i singoli proprietari, ma il condominio, che ha le casse vuote. Già nei migliori condomini i tempi per una raccolta di fondi ai fini di manutenzione straordinaria sono lunghi: ci vogliono mesi. E mai come in questo caso il tempo è denaro, visto che nel frattempo il Comune deve sostenere i costi dell’alloggio degli sfollati in albergo», aveva detto Sassi, spiegando perché la Giunta ha deciso di anticipare la somma necessaria, che sarà poi restituita, magari a rate, dai proprietari degli immobili.

Un computo della cifra necessaria però ancora non esiste perché il sequestro del seminterrato ha di fatto paralizzato i lavori.

«Il rientro è più lento del previsto – aveva dichiarato qualche giorno fa l’amministratore Matrone – finché non potremo entrare nel seminterrato non sarà possibile stimare con precisione i danni, visto che lì si trovano la stragrande maggioranza degli impianti elettrici e degli scarichi fognari compromessi. Nel frattempo abbiamo guadagnato tempo avviando i lavori nella parte dissequestrata: tutti gli appartamenti hanno già porte blindate e infissi nuovi. Ora speriamo di poter accelerare la ristrutturazione». —



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