Iren, via libera del consiglio ai patti parasociali Contrario il M5s
REGGIO EMILIA. Schermaglie e battibecchi in sala Tricolore tra Pd e M5S per l’approvazione del nuovo statuto e le modifiche ai patti parasociali con i secondi che hanno criticato Iren e la scelta del Comune di vendere azioni della società, per liberare risorse per il bilancio comunale. «Stessa scelta che ha fatto il Comune di Torino a guida Cinquestelle che ha ceduto il 2% delle proprie quote» è stata la replica dei Pd rilevando che nel caso di Reggio si tratta di azioni non vincolate nel Patto di sindacato in cui sono presenti i Comuni di Genova, Torno e i Comuni Emiliani (con Reggio capofila) che con i loro uomini guidano la multiutility.
E proprio sulla futura governante della società dai Cinquestelle è arrivata la richiesta di rimandare le nomine a dopo le elezioni, quando gli equilibri potrebbero cambiare. Il M5S ha anche espresso un giudizio negativo sui nuovi patti che «finiranno per penalizzare il nostro territorio consegnando Iren a Genova». Al momento del voto il sì è venuto da Pd e Mdp, mentre hanno votato contro i Cinque stelle e Bellentani (Lista civica) e si sono astenuti Bassi (Forza Italia) e Rigon (Fratelli d’Italia). Nel merito del nuovo statuto e dei patti parasociali emerge che se per i prossimi cinque anni il Patto di sindacato sottoscritto da Reggio (capofila del circa 70 comuni emiliani), Torino e Genova continuerà a garantire il controllo del 51% della società, sono invece cambiati gli equilibri tra i soci. Con Genova come ha sottolineato Roberta Rigon (Fdi) che «con l’acquisto del 2% delle azioni è il maggior azionista».
Tra le novità più significative del nuovo patto anche la perdita del diritto di voto dei Comuni emiliani in quanto l’aumento del Cda da 13 a 15 consiglieri impone loro di trovare l’accordo con almeno un altro membro del Cda per bloccare il piano industriale. Nel nuovo Cda saranno presenti 4 consiglieri di Genova, 4 di Torino e 4 emiliani, 1 consigliere in rappresentanza dei comuni spezzini e due consiglieri indipendenti. La seconda novità è che in caso di mancato accordo per la nomina dei vertici, il sindaco avrà la facoltà di nominare autonomamente una delle tre cariche (presidente, vice e ad). La terza novità è rappresentata dalla possibilità data ai Comuni (richiesta espressamente da Torino) di poter cedere azioni Iren, per fare cassa mantenendo il controllo pubblico.
«Non era un risultato scontato mantenere il controllo pubblico e senza questo accordo Iren sarebbe stata contendibile anche dai privati», è stato il dato sottolineato dal sindaco, aggiungendo che chiederà a Iren «un forte investimento sull’efficentamento energetico per condomini e abitazioni». —
R.F.
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