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M5S: «Per la riapertura non serve la deroga basta turnare i medici»

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CASTELNOVO MONTI. «L’assessore alla Salute Sergio Venturi è disponibile a rivedere le procedure? Bene, allora segua l’indicazione del Ministero della Salute e ricordi che la riapertura dei punti nascita non rientra tra le competenze ministeriali, ma tra in quelle della Regione». Attacco, replica e controreplica. Va avanti il botta e risposta tra Movimento 5 Stelle e l’assessore regionale Sergio Venturi. Il tema è sempre quello del punto nascite di Castelnovo Monti. E, sempre di più, a chi tocca fare il passo che potrebbe determinarne la riapertura.

LA COMPETENZA
«L’assessore sembra dimenticare che era stato lo stesso ministero della Salute, il 19 dicembre 2018 scorso da noi incontrato con una rappresentanza parlamentare, a invitare la Regione a fare la propria parte, non delegando a Roma competenze che sono invece prettamente regionali», si legge in una nota a firmadei parlamentari emiliani Stefania Ascari, Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani, Alessandra Carbonaro, Michela Montevecchi, Davide Zanichelli, Gabriele Lanzi, Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco, e Silvia Piccinini capogruppo in Consiglio regionale, Giulia Gibertoni e Raffaella Sensoli consiglieri regionali, Fabio Catani e Davide Venturelli portavoce del M5S di Pavullo ed Emilia Attolini, Massimiliano Genitoni e Hassan Baharami, portavoce M5S di Castelnovo Monti.

«Del resto – proseguono – fu anche il precedente ministro del governo Pd, Lorenzin, a ricordarlo il 15 dicembre 2016 rispondendo al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: “il presidente Roberto Maroni sa bene che il ministero della Salute non può imporre alcuna chiusura dei punti nascita”. Non vorremmo che l’assessore stesse cercando di spostare altrove il focus dell’attenzione per nascondere le responsabilità della Regione. Come la richiesta di deroga all’Accordo Stato-Regioni, su cui riteniamo siano stati commessi palesi errori». «Per questo abbiamo già avviato le opportune verifiche, in sinergia con il ministero della Salute, in attesa che il presidente della Regione Stefano Bonaccini invii il documento necessario per riaprire i punti nascita di Pavullo, Borgo Val Di Taro e Porretta. Su Castelnovo Monti – aggiungono – divenuto a tutti gli effetti una succursale del Santa Maria Nuova di Reggio, basterebbe invece una maggiore turnazione del personale medico. Non serve più neanche la richiesta di deroga». «Tra le responsabilità della Regione rientra anche la bocciatura dell’emendamento Movimento 5 Stelle all’ultimo bilancio regionale, con cui sarebbero state sbloccate subito le risorse necessarie per l’adeguamento della sicurezza, dell’innovazione tecnologica e del carico occupazione per la riapertura di tutti i punti nascita – fanno notare –. Non dimentichiamo che la Regione per oltre un anno non ha risposto alla richiesta di riesame del parere consultivo presentata dalla consigliera Giulia Gibertoni (M5S) dopo che la richiesta in deroga dell’ottobre 2017 era stata bocciata proprio in virtù degli errori commessi in precedenza per poi bocciare sia l’emendamento sia la richiesta. Ricordiamo che allora era stato lo stesso Venturi ad assumersi la piena paternità della scelta di chiudere i punti nascita, profetizzando che i fatti gli avrebbero dato ragione».

LE RESPONSABILITA’

«È evidente – concludono i 5 Stelle – che la Regione si attribuisce meriti in materia di sanità quando si tratta di fatti positivi, dimenticandosi però le competenze sul tema quando si tratta d’insuccessi o errori, come riteniamo sia stato fatto per i punti nascita». «Caro assessore, è tempo di trasformare le parole in fatti. Stiamo mettendo tutto il nostro impegno affinché i punti nascita riaprano. Il M5S è favorevole al dietrofront della Regione, purché sia supportato dai fatti. Finalmente si ammettano le proprie responsabilità e si faccia tutto quanto di propria competenza per riaprire i punti nascita». —

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