Reggio, Cgil al bivio Il nuovo segretario dopo il congresso nazionale di Bari
Giovedì l’assemblea nella Camera del Lavoro di via Roma E lo Spi “insidia” l’ascesa fra Landini nella sfida con Colla
Mora sta a Reggio come Landini sta a Bari. L’ipotesi, ancora da dimostrare, è che l’esito a sorpresa del congresso provinciale della Cgil si replichi il 22-25 gennaio nel capoluogo pugliese, dove il sindacato riunirà il diciottesimo congresso nazionale. Il fatto che entrambi siano reggiani di provenienza Fiom e che la nostra provincia abbia da sempre un peso rilevante nel determinare le sorti dei movimenti storicamente riconducibili alla sinistra rende verosimile uno scenario su cui pochi, all’inizio, avrebbero scommesso. Il movimentista Maurizio Landini, partito con il favore dell’investitura da parte della segretaria uscente Susanna Camusso, potrebbe essere superato sul filo del traguardo dal riformista Vincenzo Colla, così come Guido Mora, per giunta candidato unico, fu bocciato lo scorso 24 ottobre dall'assemblea generale della Camera del Lavoro di Reggio.
tra REGGIO E ROMA
La vicenda locale è intrecciata con quella nazionale. Sono ormai quasi trascorsi i tre mesi dopo i quali può essere deciso il commissariamento della Camera del Lavoro rimasta priva del segretario generale. I delegati provinciali, che non lo elessero allora, sono chiamati a colmare il vuoto dopodomani. Sono gli stessi 144 eletti dal congresso provinciale che nel segreto dell’urna fecero mancare la maggioranza dei voti al segretario uscente che si proponeva per la riconferma con il sostegno della segreteria.
Dopo una serie di consultazioni li hanno riconvocati i responsabili dei centri regolatori regionale, Luigi Giove, e nazionale, Nino Baseotto, incaricati di far uscire dall'impasse la Cgil reggiana.
MANCA UN NOME
Nel sindacato prevale l’ottimismo: sia Landini o sia Colla il nuovo leader nazionale, a Reggio la strada appare spianata, anche se nessuno si pronuncia sull’identità di chi succederà a Mora. «La situazione – riferisce Matteo Alberini, segretario del sindacato dei pensionati Spi – è destinata a sbloccarsi e il commissariamento non ci sarà. Sul nome di Mora non c’era una divergenza di programma. Gli veniva criticata la gestione accentratrice. Ora si sta mettendo a punto un impianto condiviso, che prevede una gestione collegiale rispettosa di tutte le categorie e capace di dare vita a una segreteria unitaria. Se, com’è probabile, il documento sarà approvato, l’assemblea sarà riconvocata dopo il congresso nazionale per eleggere la segreteria e il segretario».
I PENSIONATI
Proprio allo Spi, che conta circa la metà degli iscritti alla Cgil, si attribuisce il ruolo di ago della bilancia. La sua maggioranza era contraria a Mora come a livello nazionale è contraria a Landini. Questi può contare sull'appoggio di sette categorie su undici, Fiom (metalmeccanici), Filcams (commercio), Funzione pubblica, Fisac (bancari), Flc (scuola), Flai (agroindustria) e Nidil (nuove identità di lavoro), nonché degli apparati di 17 regioni su 20. Colla è appoggiato da Fillea (edili), Slc (comunicazione), Filt (trasporti) e Filctem (chimici e tessili). Il segretario nazionale dello Spi Ivan Pedretti, riconfermato la settimana scorsa dal congresso di categoria riunito a Torino, propende per Colla come la maggior parte dei delegati. Lo Spi, però, cede alle categorie, in proporzione degli iscritti, la metà dei delegati a cui ha diritto. Perciò il suo peso, che sarebbe determinante, si riduce notevolmente. «Tutti – osserva Alberini – auspicano una soluzione condivisa, ma dividendosi sul nome di Landini o di Colla. Perciò si andrà al voto». —
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