Gazzetta di Reggio

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premiata la storia dell’avvocatura reggiana 

A Felisetti, Lusenti e Paralupi le prestigiose toghe di platino

T.S.
A Felisetti, Lusenti e Paralupi le prestigiose toghe di platino

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REGGIO EMILIA. Una cerimonia commovente nella sala delle adunanze del Palazzo del Capitano del Popolo-Hotel Posta.

Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia ha consegnato – ieri pomeriggio – le toghe di platino a tre illustri colleghi che hanno tagliato il non indifferente traguardo di oltre sessanta anni «di meritata e onorevole carriera professionale».

Premiati gli avvocati Luigi Dino Felisetti (99 anni), Giuseppe Paralupi (89 anni) e Giorgio Lusenti (93 anni). Quest’ultimo non è presente perché – come spiega l’avvocato Franco Mazza (presidente dell’Ordine) – «non è sempre semplice gestire l’emozione di un momento così importante della propria carriera professionale».

L’ambito riconoscimento viene comunque ritirato dal figlio Carlo Lusenti (primario ed ex assessore regionale).

Attorniati dai familiari, Felisetti e Paralupi hanno ripercorso insieme con i colleghi i momenti importanti che li hanno portati ad una così lunga attività professionale: la laurea in Giurisprudenza, l’iscrizione all’Albo degli avvocati, le cause più importanti affrontate.

Nel caso di Felisetti (che è accompagnato dalla figlia Simona, pure lei avvocato e che porta avanti lo studio legale di famiglia) il tutto affiancato da un’instancabile passione politica che l’ha portato a ricoprire prestigiosi incarichi come esponente socialista: vicesindaco a Reggio Emilia e deputato per quattro legislature, ma anche membro del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Avvocati tutti in piedi e scroscianti applausi al momento della consegna dei tre riconoscimenti. Apprezzati gli interventi del presidente Mazza e del collega Giulio Terzi che presiede la Fondazione Giustizia. Presenti le massime autorità del nostro tribunale, cioè il presidente Cristina Beretti e il procuratore capo Marco Mescolini. Una celebrazione sobria a cui ha fatto seguito la lettura di alcuni brani dell’Antigone di Sofocle, grazie alla partecipazione di attori professionisti. Tramite alcuni “passaggi” della nota tragedia greca, si è così riflettuto sulle difficoltà di interpretare e mettere in atto la legge. Difficoltà – oggi come ieri – con cui si sono misurati i tre decani del foro reggiano. —

T.S.

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