Gazzetta di Reggio

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l’allarme 

«A noi vigili del fuoco servono mezzi nuovi»

Am.P.
«A noi vigili del fuoco servono mezzi nuovi»

Dura la denuncia del sindacato di categoria Fp-Cgil «Sicurezza a rischio e interventi molto più limitati»

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo bisogno di nuovi mezzi che sostituiscano quelli datati ancora in uso». È la denuncia del sindacato Fp-Cgil dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, con i delegati Luca Incerti e Francesco Sicilia che definiscono la situazione del parco mezzi dei pompieri «insostenibile».

Sempre più mezzi, spiegano i delegati, «sono inviati in autofficina per riparazioni di vario genere con lunghi tempi di attesa, mettendo a rischio la sicurezza degli operatori e limitando pesantemente l’attività di soccorso. Il Comando cerca di tamponare il problema, ma l’unica soluzione efficace è quella dell’assegnazione di nuovi mezzi, in modo particolare di auto pompe serbatoio (Aps), che è il mezzo polivalente utilizzato per quasi tutti gli interventi, ed una autoscala».

I vigili del fuoco reggiani, tra città e provincia, contano 7-8 autopompe e tre autoscale. Di queste ultime due sono in servizio città ed una al distaccamento di volontari di Luzzara. Un problema nazionale generalizzato, all’interno del quale Reggio Emilia sta «meno peggio» di altre città. In questo momento ad esempio le autoscale sono due perché una è stata “prestata” al comando di Parma, che ha la propria in riparazione senza disporre di un veicolo di riserva.

Al di là dei numeri, il problema principale è l’età dei mezzi, vecchi fino a trent’anni. «L’autoscala in dotazione – proseguono i sindacalisti – ormai conta due decenni, pur essendo un mezzo speciale molto utilizzato. Basti pensare al recentissimo e tragico incendio in via Turri, dove grazie a questo supporto i vigili del fuoco sono riusciti a mettere in salvo tante persone».

Secondo la Fp-Cgil «non crediamo di avanzare richieste utopistiche, vogliamo solo espletare la nostra attività con efficienza. Per fare ciò abbiamo bisogno di mezzi ed attrezzature, oltre che di accesso alla formazione e mantenimento professionale. Abbiamo bisogno di investimenti per mezzi e uomini che con l’ultima legge finanziaria stentiamo a vedere. Anche le risorse stanziate precedentemente per l’adeguamento dei mezzi, una volta che si concretizzeranno, rischiano di non riuscire a supplire allo stato di precarietà del parco mezzi».

Perciò, è la conclusione dei sindacalisti, «su questi temi auspichiamo un forte e concreto interessamento dell’opinione pubblica nonché delle istituzioni locali e nazionali, nell’interesse della collettività». —

Am.P.

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