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Fabbrico 

«Comune pronto a costituirsi parte civile»

M.P.
«Comune pronto a costituirsi parte civile»

Il sindaco Terzi commenta l’ordinanza dell’Arpae che ordina alla Valli Spa la bonifica dei capannoni coi gessi contaminati

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FABBRICO. «Anche Arpae interviene e ordina all’impresa Valli lo smaltimento del materiale che è stato collocato in via Righetta. Il nostro è sempre stato un comportamento lineare e attento alle esigenze della comunità e alla salute dei cittadini, un comportamento e un’attenzione attuato già dal 2014. Sembra scontato dirlo, ma è meglio ricordarlo, che nel caso in cui la magistratura dovesse procedere con il procedimento penale nei confronti dei presunti inquinatori, il Comune di Fabbrico si costituirà parte civile al processo».

Così il sindaco di Fabbrico Maurizio Terzi commenta l’ordinanza dell’Arpae che ordina alla Valli Spa di bonificare i capannoni di via Righetta dove, dal settembre del 2017 sono sotto sequestro i gessi di defecazioni contaminati – secondo gli accertamenti dei carabinieri forestali – e le zone limitrofe, che sempre secondo i rilievi degli investigatori risultano a loro volta contaminati.

L’ordinanza dell’Arpae è l’ultimo atto formale, in ordine di tempo, che riguarda la delicata vicenda dei gessi: materiale che è originato dai procedimenti di depurazione e che una volta adeguatamente trattato viene utilizzato nei campi come concime.

GLI ATTI

Ma a Fabbrico il caso si è imposto dopo che la cittadinanza aveva denunciato odori nauseabondi e gli accertamenti dei Forestali accertato presenza di sostanze altamente inquinanti oltre i limiti di legge. Il 22 ottobre scorso la giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approva una delibera nella quale vengono imposte misure restrittive sull’utilizzo dei gessi da defecazione. Una novità che l ’11 dicembre Arpae, attraverso una specifica comunicazione, ha comunicato alla Valli Spa – la società produttrice dei gessi sotto inchiesta a Fabbrico – e per conoscenza ai Comuni di Boretto, Gualtieri, Fabbrico, Rio Saliceto e Novellara che quelli prodotti non soddisfano le caratteristiche indicate nella Delibera regionale. Per arrivare, il 22 dicembre scorso all’ordinanza dell’Arpae che ordina ala società di Lonato (Brescia) la bonifica. Che individua «come responsabile dell’inquinamento».

«Il lavoro svolto dall’Arpae evidenzia il comportamento corretto e lineare dell’amministrazione comunale - sottolinea ancora il sindaco Terzi - sia per le informazioni, sia per l’ordinanza emessa nello scorso mese di luglio sia per il percorso amministrativo adottato dal momento del rilevamento fino ad oggi. Il lavoro congiunto e la rete sviluppata in questi mesi tra le amministrazioni comunali, Arpae, Regione Emilia Romagna e forze dell’ordine sta portando a risultati importanti». —

M.P.

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