Morto l’ultimo birocciaio del distretto ceramico
Scandiano, Domencio Vecchi, meglio conosciuto come "Mengo" se ne è andato a 93 anni. Per decenni ha guidato il suo carretto tirato da un cavallo portando in giro merci e alimenti
SCANDIANO. Addio all’ultimo “birocciaio” di Scandiano. Ieri pomeriggio nella chiesa di Chiozza si sono tenuti, davanti a centinaia di persone, i funerali del 93enne Domenico Vecchi, detto “Mengo” e “Tumboun”, per tanti decenni impegnato come “birocciaio”, come trasportatore di oggetti a cavallo. In dialetto il “biroccio” è un carro agricolo a due ruote, per secoli uno dei principali mezzi per portare in giro cibo, attrezzi, materiali, fieni e carichi molto pesanti, sfruttando la forza dei cavalli e la leva delle ruote.
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Negli ultimi decenni questa scena è sempre più rara, ancora di più nel cuore del modernissimo comprensorio ceramico, e la figura di Vecchi, uno degli ultimi “birocciai” della zona, è quindi rimasta ben incisa nella memoria di generazioni di scandianesi, che lo vedevano transitare per stradine e campi con il suo carico. La grande partecipazione alle esequie ha confermato la stima e la popolarità dell’anziano ex trasportatore. Vecchi lascia le figlie Clementina e Silvana e il figlio Villiam, i generi, la nuora, i nipoti Maurizio, Andrea, Federica, Giancarlo e Cristian, i pronipoti, le sorelle Mafalda e Marta, il cognato e tanti nipoti. —
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