Uccise il fratello nel sonno, confermata la condanna a 30 anni
Ribadita in Appello la sentenza di primo grado per l'uomo attualmente in carcere a Reggio Emilia
BIBBIANO (REGGIO EMILIA). La Corte d'Assise d'Appello di Bologna - presidente Orazio Pescatore, giudice a latere Milena Zavatti- ha confermato la condanna a 30 anni emessa il 10 Ottobre 2017 dal gup di Reggio Emilia Stefania Di Rienzo per Major Singh, indiano, per l'omicidio premeditato del fratello Lakhvir. Il delitto avvenne il 26 aprile 2016 a Bibbiano, quando l'imputato colpì il fratello nel sonno, con un oggetto metallico. Poi provò a togliersi la vita, ingerendo acido.
La conferma della sentenza di primo grado era stata chiesta dal sostituto procuratore generale Valter Giovannini, sostenendo sia la premeditazione che l'impossibilità di concedere le attenuanti generiche perché, ha detto, «altrimenti dovrebbero essere concesse sempre, creando una disparità di trattamento tra i vari imputati: le generiche si conquistano, e in questo caso nulla è stato fatto per meritarle», scrive l'Ansa. I difensori dell'imputato (avvocati Federico De Belvis e Luca Andrea Brezigher) hanno invece chiesto l'esclusione della premeditazione e le attenuanti generiche. Il difensore di parte civile (avvocato Angelo Russo) ha chiesto che venisse confermato il risarcimento stabilito in primo grado dove è stata anche fissata una provvisionale di 200.000 euro
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