Una lista progressista di tutta la sinistra «Sarà un’alleanza svincolata dai partiti»
Franco Bassi presenta”Tutelare Gattatico 2.0”, al lavoro per programma e nomi: «Ma non sarò io il candidato sindaco»
Una lista progressista in grado di unire le forze di sinistra – da “Gattatico Bene Comune”, centrosinistra oggi all’opposizione con tre consiglieri comunali, al Pd, che si era presentato sotto forma di lista civica – in un’unica proposta, che trovi convergenza su programma e candidati della nuova fase, visto che Gianni Maiola, al termine del suo secondo mandato, non è ricandidabile alle elezioni amministrative di primavera. È questo il progetto, ambizioso e in fieri, al quale sta lavorando “Tutelare Gattatico”, l’associazione nata nel 2016 contro la fusione dei Comuni di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico, poi rifondata come “Tutelare Gattatico 2.0”. Lo afferma l’anima del gruppo Franco Bassi, ex patron del circolo Arci “Fuori Orario”, nel presentare un calendario di incontri iniziato ieri.
Bassi, perché avete organizzato queste serate?
«Il ciclo è incentrato su temi ambientali e su quei comportamenti che individui e comunità possono mette in campo per fronteggiare questa drammatica urgenza, perlomeno i primi tre incontri; una serata è sulle funzioni dell’Unione Val d’Enza, spesso bistrattata. Lo scopo è far sì che questi temi diventino una priorità per qualsiasi lista che si presenti a governare il Comune».
Ecco, le elezioni: in che direzione si sta muovendo “Tutelare Gattatico”?
«Stiamo cercando di costruire alleanze per realizzare un lista civica vera, svincolata dai partiti, che abbia nel programma i motivi di unione. Siamo ancora agli inizi; gli incontri saranno anche un’occasione per confrontarci. Finora ci siamo trovati d’accordo su due pilastri: antifascismo e Costituzione. E fin qui…».
Fin qui è facile.
«Sì, gli scogli arriveranno quando si dovranno definire programmi e candidati. Non nascondo che ci sono resistenze da parte di tutti i gruppi, pure al nostro interno: allearsi non è facile. Ma ci proveremo. Secondo noi un programma comunale deve contenere delle priorità. Oggi ci si limita troppo spesso a governare come amministratori di condominio, senza una spinta ideale. È un peccato».
Un fronte comune sarebbe un unicum. Resterebbe fuori solo la Lega e una eventuale lista di centrodestra. L’assenza del M5S agevola?
«Certo, in altri Comuni il Pd ha assunto un atteggiamento di chiusura totale, ma se ci sono le condizioni sarebbe un’occasione. Sul M5S credo ci siano dei paletti da mettere: in uno schieramento politico le scelte devono essere fatta con chiarezza e in certi movimenti non la vedo così chiara. Lo slogan “non di destra né di sinistra” si traduce in un “essere di destra”, almeno a livello nazionale. I programmi diventano la condizione essenziale».
Sicuri che il Pd sia disponibile? Alcuni dei vostri sostenitori della prima ora, come Federica Costi e Mauro Carpi (la prima assessore, il secondo è il marito) sono usciti da “Tutelare Gattatico”.
«Quando l’associazione si è posta come obiettivo di sollecitare l’attuale giunta su certi temi, qualcuno si è allontanato, temendo una nostra posizione di contrapposizione. Non è così: un giudizio critico lo abbiamo dato e continueremo a darlo, ma il fatto che siamo uno dei soggetti che stanno cercando di costruire una lista progressista è la dimostrazione che gli intenti erano sani. Altrimenti avremmo lavorato per una nostra lista civica, il che non ci interessa: andiamo controcorrente».
Si candida a sindaco?
«Assolutamente no. Dopo l’incidente (l’investimento mortale di un pedone 25enne, nel 2010 ndr) mi sono dimesso da qualsiasi ruolo istituzionale. Non riesco a stare lontano dalla politica, ma i ruoli istituzionali devono essere svolti da chi non ha macchie; e io purtroppo ce l’ho». —
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