Gazzetta di Reggio

Reggio

Casapound sloggia dalla birreria «Ma non rinunciamo alla nostra festa»

Evaristo Sparvieri
Casapound sloggia dalla birreria «Ma non rinunciamo alla nostra festa»

Il movimento di estrema destra fa marcia indietro I gestori del locale: «Abbiamo deciso di non dare la sala»  

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Casapound “sloggia” dalla birreria Divina Commedia. Ma non rinuncia alla contestata festa del tesseramento, annunciando che si svolgerà in un altro locale, rimasto top secret. È lo stesso movimento neofascista a renderlo noto, con una comunicazione del responsabile provinciale, Simone Gandolfi. «La scelta di cambiare il luogo dell’evento – si legge nella nota – è stata presa per non gravare ulteriormente sul locale che, dopo la decisione di ospitarci, è stato sottoposto a una gogna mediatica, e non solo, senza precedenti. La festa si farà in ogni caso, sia pur in un diverso locale, perché non temiamo le minacce di chi pensa di spaventarci. Noi non arretriamo di un millimetro né saranno queste intimidazioni ad impedire alla neonata sezione di Reggio di proseguire nella propria attività». A stretto giro, arriva anche una nota dei gestori della birreria, nella quale fanno sapere di aver deciso di «non concedere la sala per il rispetto di tutti i nostri clienti».

Tutto in 24 ore

È stato questo l’esito di una giornata febbrile, passata a predisporre ogni dettaglio da mettere in campo sul fronte sicurezza in vista della contestata festa neofascista e del contemporaneo presidio antifascista organizzato da Aq16, entrambi annunciati su Facebook e in programma sabato sera, tra le 19.30 e le 21.30 in via Fratelli Cervi, a due passi l’uno dall’altro. Le manifestazioni ieri pomeriggio erano state confermate. E le adesioni al presidio sono nel frattempo aumentate. Ma dalla Questura hanno a lungo lavorato sottotraccia a una delicata exit strategy, con lo scopo di scongiurare ogni rischio di disordine, nel tentativo di far rientrare una tensione arrivata rapidamente alle stelle. Alla fine Casapound ha rinunciato all’evento pubblicizzato su Facebook. E al momento non è dato sapere dove e quando si svolgerà la contestata festa neofascista, che resta invece confermata.

Digos al lavoro

Due eventi contrapposti ad alto rischio di disordini, per scongiurare i quali ieri sono stati convocati in Questura anche i titolari della birreria Divina Commedia, travolti dalle polemiche e a loro volta alla ricerca di una via di fuga, nel tentativo di svincolarsi da una situazione sfuggita di mano. In serata, anche dalla birreria arriva la marcia indietro. «Fortemente dispiaciuti per tutto ciò che sta succedendo – affermano i gestori – Non volendo esser strumentalizzati in alcun modo da nessuna forza politica, abbiamo deciso di non concedere la sala per il rispetto di tutti i nostri clienti. Chi ci conosce sa che non facciamo alcuna distinzione di sesso, etnia, e orientamento politico. Invitiamo tutti alla serenità e moderazione. Siamo solo semplici ristoratori nulla di più».

GOOGLE E TRIPADVISOR

Al presidio antifascista – organizzato da Aq16 insieme ad associazioni e delegazioni politiche locali di Si, LeU, Mdp-Articolo Uno e Rifondazione Comunista – ieri sono continuate ad arrivare adesioni, anche da fuori provincia, tutti pronti a manifestare per «rovinare la festa». Schermaglie rimaste confinate sul web, dove prima dell’annullamento dell’iniziativa neofascista molti manifestanti del presidio hanno cominciato a scrivere recensioni negative della Divina Commedia su Google, Tripadvisor e altri siti, prendendo di mira la birreria accusata di ospitare l’evento.

le Adesioni

Fra le adesioni della prima ora, da Arcigay hanno ricordato che l’associazione Lgbt è nata il 2 febbraio 1996 proprio alla Divina Commedia, lanciando un appello ai gestori: «Fatti non foste a servire i bruti, ma a seguire virtù e conoscenza». Hanno annunciato la partecipazione al presidio anche Anpi, Arci e Cgil, invocando le leggi Scelba e Mancino: «Chi vuole rovesciare la storia riproponendo, in chiave “moderna”, violenza, discriminazione e razzismo incarna lo stesso significato di fascismo che non può che incontrare il nostro dissenso e la nostra lotta per affermare i principi costituzionali di libertà, democrazia, giustizia e non può trovare spazio nella nostra città». Un coro al quale si è aggiunto anche il Pd cittadino: «L’apologia di fascismo è reato e non possiamo accettarla».

Fratelli d’Italia

La pensa diversamente Giuseppe Manzotti del coordinamento di Fratelli d’Italia: «Scontata, attesa, legittima la protesta contro Casapound da parte di chi ha visioni e idee opposte, fintanto che si rimane in toni civili. Da condannare l'atteggiamento di chi vuole boicottare un locale che per legge non può chiudere le porte per motivi ideologici a nessuno». —

Evaristo Sparvieri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google