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il libro  

«Così raccontiamo ai cittadini le scoperte degli ultimi anni»

M.R.

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REGGIO EMILIA. Cinque anni di scavi in un libro. Le scoperte archeologiche rese possibili dagli interventi di riqualificazione urbana effettuati tra il 2010 e il 2015, riempiono le pagine del volume “La città che si rinnova. Gli scavi di Palazzo Busetti e piazza della Vittoria a Reggio Emilia”, che domani alle 18 sarà presentato nel Palazzo dei Musei.

«Un libro molto importante – spiega Marco Podini, all’epoca funzionario della Soprintendenza che faceva capo a Reggio, e curatore del volume insieme ad Anna Losi – che è stato finanziato da un gruppo di imprenditori reggiani, capitanati da Gigli Costruzioni che si è occupata della riqualificazione di Palazzo Busetti».

Cosa è stato scoperto durante quegli scavi?

«Tre le novità più importanti. Sotto Palazzo Busetti abbiamo trovato porzioni di un complesso termale. Nello stesso punto abbiamo trovato una porzione di acquedotto costruito con gli stessi mattoni di quello rinvenuto nell’area dell’ospedale Santa Maria Nuova. L’acqua, quindi, andava dalla zone delle Acque Chiare fino alle terme. Sotto Palazzo Busetti abbiamo poi trovato parte di una via obliqua che partiva dalla via Emilia e, con ogni probabilità, giungeva al porto fluviale di Brescello. Sotto piazza della Vittoria, invece, è stata trovata una domus romana. Grazie al carattere estensivo dello scavo, è stato possibile capirne l’intera planimetria, cosa mai successa prima a Reggio. Il modello della domus è stato proposto nella mostra “Lo scavo in piazza”, ed è presente nel volume».

Oltre alla planimetria, cosa conosciamo di questa domus?

«Era abitata da una famiglia di ceto medio. Siamo ai margini della città, nella periferia nord ovest. La domus era orientata lungo la via obliqua che collegava Reggio a Brescello».

Sono stati trovati anche decorazioni o manufatti?

«No, le condizioni dell’abitazione erano molto precarie. I muri erano completamente spogli, i pavimenti rovinati. Questo perché nel Medioevo c’è stato un totale riuso delle strutture romane».

A proposito di Medioevo, grazie agli scavi abbiamo imparato qualcosa in più su quel periodo?

«Sempre in piazza della Vittoria abbiamo trovato strutture residenziali e officine produttive, segno che questa zona è rimasta periferica. Successivamente, invece, è stata inglobata nella città: abbiamo trovato, a livello di fondazione, tracce di abitazioni strutturate sul modello della casa-torre, risalenti al X-XIV secolo».

Nel libro si parla anche di ritrovamenti di epoca pre-romana.

«Durante lo scavo per il rifacimento di Palazzo Busetti abbiamo trovato alcuni manufatti antecedenti all’epoca romana, tra cui una piccolissima statuetta votiva del V secolo a.C. Questo ci spinge a chiederci chi abitasse a Reggio prima della sua fondazione ufficiale, nel 175 a.C.».

E della Cittadella?

«Voluta da Luigi Gonzaga nel XIV secolo, con il grande fossato e le imponenti fortificazioni, occupava l’area del Parco del Popolo. Nel 1800 verrà smantellata. Anche di questo si parla nel libro. L’obiettivo, di fondo, è quello di raccontare la città ai cittadini “sfruttando” la conoscenza di archeologi, esperti e professori universitari». —

M.R.

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