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Dal cantiere di piazza Gioberti emerge un pezzo di Via Emilia

Martina Riccò
Dal cantiere di piazza Gioberti emerge un pezzo di Via Emilia

L’archeologa Annalisa Capurso: «Una scoperta importante che rivela che all’epoca romana lì non scorreva il Crostolo»

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Un segmento della Via Emilia romana, lungo circa 3 metri, è stato rinvenuto durante gli scavi per il rifacimento di piazza Gioberti.

Solo un mese fa gli operai si erano fermati dopo aver trovato vecchie canalizzazioni fognarie, ma le due scoperte non sono paragonabili. «L’ultimo ritrovamento è molto importante – spiega Annalisa Capurso della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia – innanzi tutto perché si tratta di un segmento della Via Emilia, la via consolare che univa i principali centri dell’Emilia Romagna; ma anche perché ci aiuta a fare luce sulla posizione del torrente Crostolo all’epoca della città romana».

Il tracciato rinvenuto è costituito da un piano in ciottoli fluviali squadrati disposti a una quota maggiore verso il centro della strada, in modo da consentire il deflusso laterale delle acque piovane e degli scarichi. La via, inoltre, è delimitata da un marciapiede realizzato con ciottoli posti di taglio che creano una sorta di gradino. «Così – afferma Capurso – capiamo che questo tratto era all’interno della città antica. E che, ovviamente, in epoca romana il Crostolo non scorreva qui. A questo punto bisogna capire dove scorreva il torrente».

Rimasta probabilmente in superficie fino al termine dell’Impero romano, la strada, a poco a poco, ha smesso di essere una via carrabile per essere in parte occupata da edifici e da attività artigianali come quelle metallurgiche. Dopo tale periodo, e fino al XIII secolo, la strada è stata sepolta da successivi sedimenti fluviali del Crostolo.

«La scoperta del segmento di via Emilia verrà valorizzata attraverso pubblicazioni e la divulgazione dei dati – spiega Capurso – ma poi provvederemo a ricoprirlo. Mantenere la strada dove si trova è già una forma di tutela. Inoltre, prima di decidere di rendere visibile o visitabile un manufatto del genere, bisogna pensare a cosa comporterebbe nel futuro, a livello di manutenzione e mantenimento».

La Reggio romana, d’altra parte, è molto brava a non farsi dimenticare. Nel corso degli interventi di riqualificazione urbana effettuati tra il 2010 e il 2015, ad esempio, sono emersi importantissimi dati per ricostruire il tessuto urbano antico.

Nell’angolo sud-ovest di Palazzo Busetti è stata trovata una via obliqua diretta a nord-ovest, accuratamente pavimentata, che partendo dalla via Emilia usciva dal centro cittadino per proseguire in direzione del porto fluviale della Brescello romana. Questo asse viario spezza la rigida ortogonalità della pianificazione urbana impostata, fin dal II sec. a.C., sulla via consolare, e condiziona l’urbanistica del settore nord-occidentale della città

Non solo. Sotto Palazzo Busetti è stata scoperta una struttura termale rifornita di acqua tramite un acquedotto che, verosimilmente, partiva dalla zona delle Acque Chiare. Gli scavi in piazza della Vittoria, invece, hanno portato alla luce una domus romana. Nonostante le condizioni frammentarie (con muri completamente spogli e pavimentazioni danneggiate), è stato possibile ricostruirne quasi interamente la planimetria, e, ad oggi, rimane una delle domus romane meglio conosciute di Reggio.

Le indagini stratigrafiche, inoltre, hanno confermato che la zona ha continuato ad essere abitata anche in epoca medievale e altomedievale: sopra la domus sono state trovate capanne e strutture legate ad attività artigianali, come forni fusori, calcare e fosse di scarico. —



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