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la difesa 

«Non c’era premeditazione Pronti a ricorrere in Cassazione»

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BIBBIANO. Puntavano a togliere dal capo di imputazione la premeditazione, gli avvocati difensori di Major Singh, gli avvocati Federico De Belvis - che lo segue già dal primo grado - e l’avvocato del Foro di Modena Luca Brezigar. Per farlo, avevano chiesto che agli atti fossero accolti i certificati medici relativi alla salute del padre. «Risalenti a un epoca non sospetta» fa notare Brezigar. Ovvero, di molto precedenti l’omicidio. Per dire che l’anziano «era incapace di rendere testimonianza» a causa dell’ictus che lo ha colpito anni fa: le sue dichiarazioni finite nelle carte del processo, negavano che tra i due fratelli quella sera ci fosse stato un violento litigio. Cosa che invece ha sempre sostenuto l’imputato. La premeditazione si è giocata su questo; accogliere i certificati avrebbe potuto avare un peso importante nella sentenza. «Ora attendiamo le motivazioni, ma siamo pronti a ricorrere in Cassazione» confermano i legali. —

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