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Reggio Emilia, scandalo al Malaguzzi: giudizio immediato per la maestra accusata di maltrattamenti

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, scandalo al Malaguzzi: giudizio immediato per la maestra accusata di maltrattamenti

La decisione è stata presa dal gip vista l’evidenza delle prove. Secondo l’accusa sono nove i bimbi maltrattati dalla donna, fra vessazioni fisiche e psicologiche

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REGGIO EMILIA. La maestra accusata di maltrattamenti su diversi bambini, alunni della scuola dell’infanzia Malaguzzi, andrà a giudizio immediato. Si tratta nello specifico di un procedimento penale speciale, caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare, previsto per la particolare evidenza delle prove raccolte a carico dell’indagato.

Il giudice per le indagini preliminari, Luca Ramponi, ha quindi ritenuto più che sufficienti gli elementi raccolti dagli inquirenti e accolto la proposta di rito immediato avanzata dal pm Valentina Salvi, titolare delle indagini. Nello specifico il gip ha esaminato le prove che riguardano un lasso di tempo di circa un anno, da settembre 2017 a ottobre 2018, a carico della maestra 55enne attualmente sottoposta alla misura cautelare della sospensione dell’esercizio in ufficio pubblico per 6 mesi, con il divieto per altrettanti mesi di svolgere l’attività di insegnante in qualsiasi scuola. Una professionista che, prima che scoppiasse lo scandalo, era ritenuta da tutti una delle più esperte e serie del Malaguzzi, uno dei luoghi simbolo dell’istruzione reggiana fortemente intaccato da questa vicenda.

Dopo la denuncia della prima mamma, altre otto hanno deciso di costituirsi parte civile, tutte rappresentate dall’avvocato Marco Fornaciari e dal figlio Marcello. Sono nove, quindi, i bambini che secondo l’accusa hanno subìto maltrattamenti dalla loro maestra, tutti alunni di quattro anni.

Gli elementi raccolti dagli inquirenti e vagliati dal gip sono pesanti: si parla di sofferenze fisiche e psicologiche inferte ai piccoli abitualmente, di toni minacciosi e violenti strattonamenti, di bambini presi per il collo o ai quali venivano tirati i capelli. E, ancora, di alunni rovesciati dalle brandine durante il pisolino pomeridiano, pizzicotti sulle braccia e sulle gambe così forti da procurar loro dei lividi, peluche strappati di mano, schiaffi sulle braccia e sulle natiche e frasi terribili da rivolgere a dei bambini di quattro anni: «Non mi interessa sentirti piangere, se continui così non vieni neanche a tavola (...) Vuoi vedere che finisce male davvero? Alzati (...) Mettiti giù perché se arrivo su poi ti spiego cosa farai, se fai ancora così finisce male».

La maestra, originaria di Sassuolo e residente a Scandiano, dovrà ora comparire davanti al giudice in un’udienza che verrà fissata presumibilmente nella seconda metà di febbraio. Agli atti, oltre a quanto da lei dichiarato durante gli interrogatori e le testimonianze, soprattutto le immagini delle telecamere nascoste che sono state installate al Malaguzzi dai carabinieri quando, a maggio dello scorso anno, i militari hanno deciso di dar credito alla madre della bimba di 4 anni che aveva sporto denuncia.

E nei filmati risiedono le prove principe: i maltrattamenti compiuti dalla maestra nei momenti in cui la donna restava sola in classe, all’insaputa delle colleghe. Ricevuta dal tribunale la notifica di giudizio immediato, l’imputata ora può ancora decidere se ricorrere al rito abbreviato (che nella eventuale sentenza di condanna prevede lo sconto di pena di un terzo) o all’applicazione della pena.

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