Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PROVVIDENZIALE INTERVENTO 

Salvato in extremis operaio di 40 anni che voleva suicidarsi

Am.P.
Salvato in extremis operaio di 40 anni che voleva suicidarsi

I poliziotti di una volante entrano nell’abitazione dell’uomo e lo trovano impiccato a una cintura, ormai agonizzante

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REGGIO EMILIA. Questione di secondi. Qualche secondo di troppo e quell’uomo, che si era appena impiccato in camera da letto utilizzando la cintura dei pantaloni, non ce l’avrebbe fatta. Invece, grazie allo straordinario tempismo di una pattuglia della Squadra Volanti, che ha realizzato come ogni minuto fosse prezioso, l’aspirante suicida è stato sganciato e ha ricominciato a respirare. Salvato in extremis dalla polizia.

La vicenda risale a una settimana fa, giovedì scorso, quando il datore di lavoro ha segnalato al 113 che un dipendente, reggiano quarantenne, non si era presentato quel giorno, non aveva avvisato né, ai tentativi di contattarlo, aveva risposto al telefono. Una circostanza che il titolare dell’attività ha trovato strana, considerando la puntualità e la correttezza dell’operaio; tanto da temere per la sua incolumità. Dopo alcune verifiche, che hanno confermato la preoccupazione dei conoscenti per lo stato d’animo dell’uomo negli ultimi tempi, la centrale operativa di via Dante ha inviato una pattuglia a verificare a casa dell’operaio. Una palazzina situata nella prima periferia di Reggio, nella zona tra Canali e Albinea.

Lì i poliziotti – dopo aver cercato invano di ottenere una risposta, nonostante le luci accese – hanno compreso che il residente era davvero in pericolo di vita e che la tempestività era fondamentale. Così, anziché aspettare l’intervento dei vigili del fuoco per aprire la porta come di prassi, gli agenti non hanno esitato a intervenire immediatamente, arrampicandosi al primo piano rialzato tramite l’utilizzo di corde – contenute nel “kit” in dotazione ad ogni squadra, con gli attrezzi multiuso per le emergenze – per poi entrare nell’appartamento da una finestra lasciata aperta. Una volta in casa, i peggiori sospetti si sono concretizzati: in camera da letto il 40enne aveva appena lanciato uno sgabello ed era già penzoloni. L’uomo è stato subito rimosso dalla posizione e soccorso: aveva perso conoscenza per un principio di soffocamento, ma appena il cappio è stato allentato il reggiano ha ricominciato a muoversi e a respirare in autonomia, riprendendosi prima dell’arrivo dell’ambulanza.

In seguito, al pronto soccorso, si è accertato che l’autore del gesto estremo ha riportato una frattura, ma nulla grave. L’operaio è già stato dimesso, con grande sollievo da parte dei poliziotti eroi, che per il loro operato hanno ricevuto gli elogi del dirigente delle Volanti Carlo Maria Basile e dello stesso questore Antonio Sbordone. —

Am.P.

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