Anche il “papà” di Peppone al capezzale della statua
Sopralluogo in piazza e nei magazzini comunali dello scultore Zangani «L’opera è in condizioni perfette, si dovrà solo decidere come ricollocarla»
Anche lo scultore mantovano Andrea Zangani accorre al capezzale del Peppone caduto. Nessuna emergenza, se non l’intenzione di mostrare la statua “convalescente” a chi, nel 2001, l’ha realizzata e ricavare magari qualche utile consiglio.
LA VISITA
Queste le ragioni che hanno spinto il Comune di Brescello a contattare Zangani che ieri, dopo diversi anni, è ritornato in paese per osservare da vicino la statua bronzea che la mattina del 31 dicembre ha ceduto ed è caduta, in piazza Matteotti davanti al municipio. Intorno a metà mattina lo scultore originario di Castiglione delle Stiviere, ma oggi residente nel bresciano, è arrivato in piazza a Brescello, insieme alla moglie Mara, dopo aver accolto l’invito del Comune a supervisionare la situazione.
Ad accoglierlo, il vicesindaco Stefano Storchi insieme all’architetto Sara Tamborrino e il geometra Alberto Viscusi. Prima, un’occhiata ai perni che sorreggevano Peppone, poi un “controllo” anche a Don Camillo, che ha invece dimostrato di essere pienamente stabile. A seguire, un lungo sopralluogo al magazzino comunale dove attualmente “riposa” la statua di Peppone, per rendersi conto della situazione.
LA DIAGNOSI
In sostanza, le condizioni della statua del sindaco di guareschiana invenzione non sono gravi, ma implicheranno una pazienza di qualche settimana. Servirà l’intervento di una fonderia – e in questo senso verrà probabilmente contattata la stessa che posizionò le statue nel 2001 – e un semplice intervento edile sulla mattonella della piazza per rivedere in piedi Peppone, che non sembra aver riportato danni seri, come spiega lo stesso Zangani. «Ho potuto appurare che la statua versa in perfette condizioni – spiega lo scultore, che oggi si occupa anche della realizzazione di resort e residenze varie, in Italia e all’estero – e che la struttura è del tutto intonsa. Sarà valutata l’operazione migliore per il ripristino sulla piazza, io da parte mia ho solo fornito qualche consiglio, tengo molto che Peppone ritorni al suo posto.
Sono molto legato a Brescello, per me resta un posto magico nel quale il tempo sembra essersi fermato».
GLI SGUARDI
Ma quali sono le cause, secondo Zangani, che hanno portato alla caduta della statua del peso di circa due quintali? «È difficile capirne le ragioni – spiega – ma credo che alla base ci siano state una serie di concause. Probabilmente, la posizione di saluto di Peppone che si toglie il cappello trasmette più affetto e porta i turisti a essere più calorosi al momento delle foto ricordo».
C’è anche una ragione affettiva, inoltre, che lega Zangani alla statua di Peppone. «Quando la realizzai nel 2001 – aggiunge Zangani, che al momento della ricollocazione della statua provvederà a controllare che lo sguardo dei due protagonisti torni a incrociarsi perfettamente – scelsi di dedicare l’opera a mia madre Rosi, che oggi ha 92 anni. Sulla statua è dunque ancora presente l’incisione a lei dedicata, così come in quella di Don Camillo c’è quella rivolta a mia moglie Mara». Il ritorno di Peppone – la data della ricollocazione è ancora da definire– sarà salutata da un momento di festa organizzato dall’amministrazione comunale. —
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