Cgil, prende corpo l’ipotesi di un segretario esterno
I centri regolatori avanzeranno una proposta solo dopo il congresso nazionale. Ancora profonde spaccature fra le diverse categorie del sindacato di via Roma
REGGIO EMILIA. Come volevasi dimostrare, non si sa ancora chi sarà il nuovo segretario generale della Camera del Lavoro. Dall'assemblea generale, riunita ieri nella sede di via Roma, è uscita una fumata nera. In mancanza di una scelta condivisa dai delegati reggiani si prospetta l’elezione di un Papa straniero.
Il suo nome sarà proposto dai centri regolatori, in sostanza dal segretario regionale Luigi Giove e nazionale Nino Baseotto, sulla base dell’esito del congresso nazionale che si svolgerà a Bari dal 22 al 25 gennaio determinando l’elezione del movimentista Maurizio Landini, reggiano, o del riformista Vincenzo Colla.
LA NOTA
«La figura del segretario generale – si legge nel comunicato emesso da via Roma al termine della riunione – sarà strettamente collegata al programma affidato al futuro gruppo dirigente. Saranno i centri regolatori ad avanzare una proposta autorevole esterna alla Camera del Lavoro». Le parole chiave sono l'aggettivo «esterna», con cui si precisa la proposta spettante ai centri regolatori, e il sostantivo «franchezza», che nel linguaggio sindacalese e politichese designa una discussione fra litiganti che rimangono sulle posizioni di partenza.
FRATTURA SCOMPOSTA
«Il dibattito – riferisce infatti il sindacato – si è svolto con franchezza confermando l’esigenza di approfondire ulteriormente alcune questioni già emerse nel confronto tra i segretari generali di categoria. Allo stesso tempo ha confermato la volontà di tutte e tutti di superare rapidamente questa fase. Per questo motivo Cgil nazionale e Cgil Emilia Romagna avvieranno un’ulteriore fase di ascolto che coinvolgerà tutti i componenti dell’assemblea generale».
L’ODISSEA
La Camera del Lavoro è rimasta priva del segretario generale a causa della clamorosa bocciatura del segretario uscente, Guido Mora, ricandidato per il congresso provinciale riunito il 23 e 24 ottobre scorso. Perciò dopo una serie di consultazioni con le singole categorie l’assemblea generale della Cgil reggiana, composta dai 144 delegati eletti dal congresso, era stata riconvocata ieri allo scopo di superare l'impasse.
LA RIUNIONE
I lavori sono stati introdotti da Luigi Giove e conclusi da Nino Baseotto. Durante il dibattito sono intervenuti trentuno componenti dell’assemblea Generale di cui sedici tra delegati e attivisti.
I segretari delle categorie, che si erano divise sulla candidatura di Mora, hanno invece accolto la proposta dei centri regolatori che «prevede la necessità di individuare un programma teso ad affrontare alcuni nodi ritenuti centrali per superare l’attuale situazione. Questo programma andrà affidato al futuro gruppo dirigente e ne costituirà la base di lavoro». In attesa che la situazione si sblocchi saranno garantite, sotto la guida di Ramona Campari, «tutte le attività della Camera del Lavoro e dei servizi ad essa collegati che continuano ad essere riferimento certo sul nostro territorio».
Ciò significa che lìattività ordinaria proseguirà come sempre nonostante il mancato scioglimento dei nodi congressuali. —
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