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Droga, al parrucchiere uno sconto di pena

Ambra Prati
Droga, al parrucchiere uno sconto di pena

La Corte d’Appello ha ridotto la condanna a carico di Rudy Mora da 10 a 8 anni. L’avvocato Bucchi: «Siamo soddisfatti»

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Una pena ridotta in secondo grado da 10 a 8 anni.È una vittoria per la difesa, vista la gravità dei reati contestati, quella ottenuta per Rudy Mora, il parrucchiere 61enne finito al centro di un traffico di droga nella Bassa. Una vicenda che ha fatto molto scalpore.

LA VICENDA

Era il 23 novembre del 2016 quando una maxi operazione dell’Arma di Parma portò al sequestro di due chili di cocaina, uno e mezzo di hascisc, poco meno di uno di marijuana. Un bazar della droga che avrebbe fruttato 600mila euro. Tre mesi più tardi, nel febbraio 2017, scattarono i sigilli su beni per 300mila euro nella disponibilità del parrucchiere - ritenuto il manovratore dell’attività illegale - mentre i carabinieri di Gualtieri e di Guastalla scoprirono un altro nascondiglio in un garage di Gualtieri: sette chili di hascisc, uno di marijuana e 135mila euro in banconote da 50 euro. In carcere, con l’accusa di essersi approvvigionati e di aver venduto importanti quantitativi di droga (ben otto i capi d’imputazione per i diversi episodi, tutti concernenti lo stupefacente) finirono Rudy Mora, suo fratello 53enne e un barista di 39 anni, Stefano Ragni. Il 15 novembre 2017, in rito abbreviato davanti al gip Luca Ramponi, il primo grado in tribunale a Reggio si è concluso con la pesante condanna a dieci anni per Rudy Mora, l’assoluzione per il fratello e 4 anni e 2 mesi per il barista.

IL RICORSO

Ieri, davanti alla terza sezione della Corte d’Appello di Bologna, si è discusso il ricorso presentato dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, difensore di Rudy Mora, detenuto alla Pulce. Oggetto dell’impugnazione è stato unicamente l’entità della pena. Secondo il legale il giudice di primo grado non aveva valutato alcuni elementi: l’incensuratezza, il comportamento processuale, la tossicodipendenza, il contesto sociale. Già nel processo di primo grado Mora - che non ha mai “spifferato” i nomi dei complici - ha ammesso le sue responsabilità e confessato anche ipotesi di reato diverse da quelle contestate. Bucchi ha ribadito ieri che la pena congrua fosse 8 anni. Mora in aula ha letto una dichiarazione dicendosi pentito. La procura generale, col sostituto Valter Giovannini, ha chiesto la conferma della prima sentenza. La corte ha emesso il verdetto. «Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Bucchi - Mi riservo di leggere le motivazioni. Tuttavia, rimarrà ben poco margine per la Cassazione». —



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