Il murales di Sylvester sfregiato da un vandalo fa indignare i reggiani
Dai sindaci agli assessori, moltissime le reazioni di sdegno per l’imbrattamento Deturpati in modo simile anche i ritratti di Panizzi, Ligabue e Tondelli in via Malta
«Guarda cosa hanno fatto. Pazzesco». La foto del murales dedicato a Sylvester Agyemang, sfregiato in quel modo proprio nel punto dove il 14enne è morto cinque anni fa, gira per tutto il giorno nei cellulari dei reggiani e ha lo stesso effetto di un pugno nello stomaco. Nei gruppi WhastApp di studenti e genitori, sui gruppi Facebook delle comunità che erano legate al ragazzino, non si parla d’altro e la sensazione è la stessa, per tutti. Uno stomachevole ribrezzo per quel fallo disegnato sul volto di un adolescente, protagonista suo malgrado di una delle più grande tragedie che abbiamo mai colpito Reggio Emilia.
Un gesto che acquisisce, al momento non è dato sapere se intenzionalmente o meno, anche un valore simbolico: l’atto vandalico infatti è avvenuto martedì sera, due giorni dopo l’anniversario della morte del 14enne, deceduto il 13 gennaio del 2014.
il sindaco di rubiera
La prima condanna è arrivata, via Facebook, dal sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro. La famiglia Agyemang, che dopo quella terribile tragedia si è voluta trasferire nel Regno Unito, lontano da ricordi troppo dolorosi, abitava lì ed è proprio da Rubiera che Sylvester, tutti i giorni, prendeva il bus per andare a scuola. «Io non so immaginare – scrive infuriato Cavallaro – chi sia stato quell’immane idiota che ha insozzato l’immagine di un ragazzino morto mentre andava a scuola. Immagino che non conosca il dolore di quei genitori. Dei fratelli. Di una comunità che ha dovuto salutare un angelo in questo modo così tragico».
L’invettiva prosegue, e il sindaco di Rubiera spiega di non sapere «cosa rischi per la legge questo idiota: ma spero che la vita lo aiuti a sentirsi un pezzo di quella roba che si calpesta nelle stalle al più presto, per il suo bene. Mi auguro che gli artisti ci possano restituire il volto di Sylvester. Che da lassù avrà già perdonato». Ma, conclude Cavallaro, «noi, quaggiù, quando passiamo di lì abbiamo ancora bisogno di cercarlo con lo sguardo».
vecchi e curioni
Sdegno è stato espresso anche dall’amministrazione comunale reggiana, fra i principali promotori della realizzazione di quel murales. «La vicenda di Sylvester – dichiara il sindaco Luca Vecchi – fu tragica e drammatica, ricordo perfettamente quei momenti anche se non ero ancora sindaco. Quel murales fu anche un riconoscimento che amici, familiari, artisti e la città ritennero giusto realizzare per lasciare un segno nella memoria di quanto era caduto, un qualcosa molto reggiano e non mi meraviglia che sia accaduto qui che si sia voluto e potuto realizzare un’opera così».
E proprio per questo, prosegue il sindaco, «chi lo ha imbrattato ha compiuto un gesto inqualificabile e deprecabile da cui credo che tutta la città prenda le distanze, mi preoccupa che non sia la prima volta in Italia che dei murales che raffigurano figure di colore vengano imbrattati. Non escludo che ci sia dietro una matrice razziale». E, parlando, di matrici razziali, inevitabile il riferimento di Vecchi a quanto accaduto pochi giorni fa in merito alla festa di tesseramento di Casapound, poi cancellata: «È stata l’ennesima brutta provocazione, incompatibile peri valori sui quali si è riconosciuta la città e quelli scritti e radicati nella Costituzione. E credo che sia stata ulteriormente più grave se penso che sarebbe accaduta a pochi giorni della celebrazione della giornata della Memoria. Siamo una città che non passa sopra ai valori antifascisti e valuto molto positivamente la mobilitazione di centinaia di cittadini che, in modo civile ma con fermezza, hanno esplicitato principi e valori attorno a cui Reggio si è sempre fondata».
Il primo cittadino torna poi sulla vicenda del murales deturpato, spiegando di aver già provveduto per rimediare allo sfregio: «Ci siamo attivati da subito attraverso l’assessore Curioni, la quale ha contattato l’artista Neko che ha dato la sua disponibilità per rimetterlo a posto. Il Comune metterà a disposizione colori e strumenti e faremo quello che è giusto fare per salvaguardare la memoria di Sylvester e per i valori in cui la città si è sempre riconosciuta». Parole, quelle del sindaco, confermate su Facebook anche dall’assessore all’Istruzione: «Ecco – scrive Raffaella Curioni postando la foto del vandalismo – questo è un bruttissimo gesto di cui credo la città intera si vergogni. Guarderemo le telecamere per trovare chi l’ha fatto e chiederemo ai nostri artisti del Tavolo della Street Art di aiutarci a ripristinare il bellissimo murales dedicato a Sylvester».
altre opere imbrattate
L’episodio del murales di Sylvester ha fatto emergere una casistica molto più ampia di opere di street art sfregiate. Tutti ritratti e tutti deturpati in modo indelebile da grosse macchie di vernice nera.
La scelta del vandalo misterioso è caduta su in via Malta, in pieno centro storico, sul muro esterno della biblioteca Panizzi. Ad essere rovinati, e in alcuni casi resi irriconoscibili, sono stati i volti di Antonio Panizzi, bibliotecario e patriota nato a Brescello nel 1797 a cui, inoltre, è dedicata anche la stessa Biblioteca comunale, Antonio Ligabue, il celebre pittore di Gualtieri e Pier Vittorio Tondelli, scrittore di Correggio.
Tutte opere realizzate nel 2014 e che richiesero nove ore di lavoro, un team di 10 writer per quasi 80 metri di parete e l’impiego di artisti professionisti celebri in città e non solo, quali il Collettivo Fx, Psiko Patik, Lyra, Styng 253, Hang, e Neko, la stessa persona che ha disegnato il volto di Sylvester in viale Piave. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
