«Il vantaggio è andato a Riva e non a Capelli»
«C’è stata una leggerezza?Altroché se c’è stata. Ma qual è la volontà di Capelli? Non si è reso conto che autenticava firme false». Giulio Cesare Bonazzi, codifensore di Capelli, a differenza di Tria chiede l’assoluzione secca del consigliere comunale del Pd, senza richieste in subordine. «Capelli era sempre presente quando sono state raccolte le firme - ha detto l’avvocato - Non aveva alcun interesse a far eleggere Matteo Riva. Il suo era spirito di corpo. Se qualcuno aveva interesse ad essere eletto questo era Matteo Riva. Capelli non ha avuto dubbi su Matteo Riva e ha seguito l’indicazione del suo segretario del Pd che aveva chiesto di raccogliere le firme per Riva».
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