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Reggio Emilia, è morto Giannetto Magnanini: partigiano e memoria del '900 reggiano

Operaio alla Lombardini, partigiano della 76a Brigata Sap, dopo la guerra Giannetto Magnanini diventa dirigente prima della FGCI reggiana e poi nazionale, collaborando con il giovane Berlinguer. Tornato a Reggio diventa dirigente del Partito comunista locale. Commosso il ricordo di Istoreco


18 gennaio 2019


REGGIO EMILIA. È scomparso a 95 anni Giannetto Magnanini, partigiano, dirigente comunista, amministratore, presidente di Istoreco. Magnanini, originario di Reggio, viveva da tempo a Martellago di Venezia, vicino alla sua famiglia. Non aveva mai rotto il legame con la sua città e in particolare con Marola, il paese di Carpineti in cui manteneva una casa e in cui tornava ogni estate.

Quella di Magnanini è una vicenda che porta con sé gran parte del ‘900 reggiano. Operaio alla Lombardini, partigiano della 76a Brigata Sap, dopo la guerra Giannetto Magnanini diventa dirigente prima della FGCI reggiana e poi nazionale, collaborando con il giovane Berlinguer. Tornato a Reggio diventa dirigente del Partito comunista locale.

Nel 1964 è eletto in Consiglio provinciale e nominato capogruppo del PCI. Nel 1969 subentra a Gianetto Patacini come assessore alla Programmazione provinciale. Tra le tante azioni svolte come capogruppo in Provincia è da segnalare il suo impegno per la pubblicizzazione del trasporto su gomma, aprendo la strada anche all'assorbimento delle ferrovie reggiane (CCFR) e alla successiva costituzione del Consorzio provinciale trasporti mettendo a mettendo disposizione dell'allora assessore provinciale ai Trasporti Orlandini le risorse tecniche per la progettazione e la realizzazione dello scalo ferroviario di Dinazzano, che valorizza ancora oggi le linee ferroviarie secondarie per il trasporti merci, in particolare le ceramiche.

Nel 1970 è eletto nel Consiglio regionale dell'Emilia Romagna, capogruppo del Pci, e viene nominato presidente della Commissione sanità e sicurezza della Regione.

Nel 1980, assume la carica di presidente dell'ACT e, una volta in pensione, diventa presidente di Istoreco, carica che ricoprirà per due mandati rilanciando e qualificando l'istituto.

Giannetto amava raccontare la storia. Tra i tanti titolo che ha pubblicato menzioniamo “Ricordi di un comunista emiliano”, “Egle Gualdi, una vita emiliana”, “Vicolo dei Servi”, “Dopo la Liberazione”, “I comunisti reggiani negli anni sessanta”.

Dopo la morte della moglie si era trasferito a Martellago, in provincia di Venezia, per essere vicino alla figlia. Ma Reggio non l'aveva mai dimenticata, perché ogni estate ritornava nella sua amata Marola a trascorrere le vacanze e rivedere i vecchi amici.

Il funerale si terrà lunedì 21 gennaio. La salma rimarrà in esposizione fino alle 14.30 all’ospedale di Martellago, dove Magnanini è deceduto. Alle 15, la partenza verso l’auditorium comunale.

La presidente di Istoreco Simonetta Gilioli, a nome del direttivo e dello staff di Istoreco, esprime la vicinanza dell’istituto alla famiglia e ricorda con affetto e gratitudine Giannetto, una delle persone più importanti per la crescita della nostra realtà.

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