Gazzetta di Reggio

Reggio

Sfregiato il murales di Sylvester, il vandalo è stato ripreso dalle telecamere

Leonardo Grilli
Sfregiato il murales di Sylvester, il vandalo è stato ripreso dalle telecamere

La Digos sta indagando con l’ausilio delle videocamere per identificare l’autore, pare si tratti di un uomo solo che ha agito all’ora di cena

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REGGIO EMILIA. Ha aspettato che calasse il buio ed è andato, armato di bomboletta spray di colore nero, a sfregiare il volto di Sylvester. Ma il delinquente che ha deturpato l’opera artistica di viale Piave, dipinta a memoria della tragedia di cinque anni fa, non si è accorto di un dettaglio fondamentale: il fatto che quella fermata del bus sia sorvegliata come se fosse Fort Knox.

Quattro telecamere di sicurezza di ultima generazione, collegate con le centrali operative delle forze dell’ordine, sono installate sul lampione antistante il punto dove è avvenuto l’imbrattamento. E sorvegliano, silenti e costanti, tutti gli angoli della zona. . Ed è proprio nei filmati registrati da quegli occhi elettronici che è ripresa la scena dello sfregio. Così, se controllare tutte le centinaia di videocamere della città in presa diretta è impossibile, una verifica a posteriori ha permesso alla Digos, che sta indagando sulla vicenda, di entrare in possesso delle immagini che ritraggono il vandalo.

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Se per motivi investigativi non sono stati diffusi dettagli sul suo aspetto fisico, quel che sembra certo è che si tratti di una persona sola e che sia ormai solo questione di tempo prima che la polizia riesca a rintracciarla.

Discorso diverso, invece, per il movente che ha mosso la mano del malvivente. C’è chi sottintende la matrice razzista, trattandosi del volto di un ragazzo di colore, chi invece parla di una sorta di vandalo seriale ossessionato dai ritratti creati dagli street artists. Lo fa ad esempio, commentando il post di denuncia dell’assessore Raffaella Curioni, il noto artista reggiano Youness Nazli.

«Giusto per spiegare la situazione da chi è in mezzo a storielle di muri – scrive il writer – premesso che non giustifica niente, ma per amor di verità. Il tizio che ha coperto la faccia mi sa che non sia un fascista o razzista anche se è più che plausibile oggigiorno. È la stessa identica mano che ha coperto a me e altri varie cose sempre con spray nero (o verde a volte) nello stesso modo ed è la stessa che ha coperto certe facce e certi pezzi nella murata sulla Panizzi. Copriva certe cose in maniera meticolosa facendo il contorno e riempiendo bene a modo tutta la figura in maniera ossessiva. Ne sono praticamente certo che sia la stessa persona».

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