Baby gang rapinava coetanei usati come "bancomat", in manette un 19enne
Reggio Emilia, un altro arresto della squadra mobile nell'ambito dell'operazione Branco. Il ragazzo è accusato di aver tentato di prendere lo zaino a un minorenne dopo averlo buttato per terra
REGGIO EMILIA. Nella mattinata di giovedì 17 gennaio, gli agenti della squadra mobile della questura di Reggio Emilia hanno arrestato, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Reggio Emilia, un ragazzo di 19 anni accusato di tentata rapina e lesioni, in concorso con altri minorenni. In particolare, S.M., classe 1999, è sospettato di avere preso di mira un minore che è stato seguito, gettato a terra con un sgambetto, colpito con pugni al volto e trattenuto a terra con forza, premendolo con un ginocchio. Tutto questo con l'obiettivo di appropriarsi dello zaino che la giovane vittima aveva con sé senza però riuscirci.I fatti risalgono al maggio del 2018.
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La tentata rapina è stata consumata di prima mattina mentre la vittima e gli aggressori stavano andando a scuola. Un episodio che si è innestato in una escalation di violenze su ragazzi giovanissimi consumati da coetanei. La squadra mobile, nell’ambito dell’operazione denominata “Branco”, di cui l'arrresto del 19enne rappresenta il tassello finale, ha arrestato complessivamente 8 persone (quattro maggiorenni e quattro minori) gravemente indiziati di numerose rapine, facendo così finire la spirale di bullismo.
Il modus operandi era, di regola, sempre lo stesso: il gruppo sceglieva la vittima, alcuni fungevano da palo e altri, invece, aggredivano, dapprima verbalmente, e poi, fisicamente, la preda, giovanissimi coetanei, spesso minori, utilizzati come “bancomat”.
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