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IL MURALES DANNEGGIATO 

Oltraggio a Sylvester Ripreso il volto del vandalo in bici

Leonardo Grilli
Oltraggio a Sylvester Ripreso il volto del vandalo in bici

Il responsabile dello sfregio in viale Piave è un uomo bianco Serrate le ricerche della polizia per risalire al suo nome

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reggio emilia. Il vandalo che ha sfregiato il volto di Sylvester ha un volto, ma non ancora un nome. Le immagini delle telecamere di sicurezza di viale Piave, infatti, lo hanno ripreso in faccia, in modo nitido, e ora la Digos, che sta indagando sulla vicenda, sta cercando di risalire all’identità dell’imbrattatore. Tutto quello che è dato sapere, per ora, è che si tratta di un uomo bianco di mezza età che si sposta in bici.

l’atto vandalico

Lo sfregio alla fermata di viale Piave è stato compiuto verso le 20 di martedì sul murales dedicato a Sylvester Agyemang, morto a 14 anni in un incidente con l’autobus scolastico. Un atto vigliacco e ignorante, eseguito due giorni dopo l’anniversario della morte dell’adolescente, avvenuta il 13 gennaio del 2014 quando Sylvester rimase impigliato con la cartella nella maniglia del bus e morì dopo avere battuto la testa proprio in quella fermata.

le reazioni

Già mercoledì mattina la foto del murale imbrattato ha iniziato a circolare su WhatsApp, soprattutto nei cellulari degli amici e degli ex compagni di scuola dell’adolescente, ancora molto legati a lui. Poi la notizia è arrivata alle orecchie della politica, che ha reagito con fermezza condannando il gesto. Dal sindaco di Rubiera (paese dove abitava la famiglia di Sylvester) a quello di Reggio Emilia, tutti hanno auspicato una rapida cattura del vile responsabile mentre il writer Neko, autore di quell’opera, ha già preso accordi con l’amministrazione reggiana per rifarlo da capo, grazie al Comune che metterà a disposizione colori e strumenti.

cosa rischia il vandalo

Ma, qualora fosse identificato, cosa rischia il vandalo in bicicletta? Sotto un profilo penale la condanna di base è la multa da 300 a 1.000 euro o (meno probabile) la reclusione da 1 a 6 mesi. Se però si tratta di cose di interesse storico o artistico, la pena sale e si applica la reclusione da tre mesi a un anno e la multa da 1.000 a 3.000 euro.

Trattandosi però di un reato minore, è possibile ottenere l’archiviazione per «tenuità del fatto», il che comporta solo la macchia sul casellario giudiziario. —

Leonardo Grilli

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