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Tre pietre d’inciampo per i fratelli Righi

Adr.Ar.
Tre pietre d’inciampo per i fratelli Righi

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TOANO. Tre ragazzi catturati vicino a casa, deportati, usati come schiavi sino alla morte. Si chiamavano Aurelio, Lino e Romano Righi e vivevano fra Cerredolo e Massa, e ora tre pietre d’inciampo li ricordano davanti agli ultimi luoghi in cui hanno vissuto liberi. Ieri pomeriggio sono state posate alla Corbella e alla Lisana di Cerredolo di Toano tre nuove pietre, testimonianze collettive dedicate alle vittime del nazismo. Un progetto a livello europeo, che nella provincia reggiana è coordinato dall’istituto storico Istoreco assieme ai Comuni e alle scuole del territorio. Toano ha aderito per il secondo anno consecutivo, ospitando anche nel 2019 l’artista tedesco Gunter Demnig, l’ideatore delle pietre, che cura personalmente la loro sistemazione. In questo caso si tratta di tre ragazzi che vennero rastrellati dai nazisti, condotti al consorzio agrario di Cerredolo e da lì inviati in Germania, al campo di lavoro di Kahla, dove morirono. Un destino condiviso con centinaia di montanari, fra cui altri quattro toanesi omaggiati nel 2018 con le prime pose. Alla cerimonia hanno presenziato i famigliari dei Righi, studenti, volontari e, a rappresentare le amministrazioni, i sindaci di Toano e Carpineti Vincenzo Volpi e Tiziano Borghi e il vicesindaco di Castelnovo Monti Emanuele Ferrari. —

Adr.Ar.

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