Gazzetta di Reggio

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L’INCONTRO CON MARIA EDERA SPADONI 

Appello anti-discriminazioni dalle consigliere di parità

Appello anti-discriminazioni dalle consigliere di parità

Maria Mondelli e Francesca Bonomo: «Servono risorse per farci lavorare bene» La vicepresidente della Camera: «Faremo qualcosa per migliorare la situazione»

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REGGIO EMILIA. «Le consigliere di parità svolgono funzioni di promozione e di controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro. Sono pubblici ufficiali, hanno l’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria e sono legittimati a costituirsi parte civile nei casi di molestie sessuali in ambito lavorativo». Sono le parole di Maria Mondelli e Francesca Bonomo, consigliere di parità della Provincia di Reggio Emilia, che hanno programmato incontri con tutti i parlamentari reggiani per sensibilizzarli sull’importanza del ripristino del fondo nazionale per l’attività delle consigliere di parità che, previsto dal Decreto legislativo 198/2006, è stato soppresso dal Decreto legislativo 151/2015.

Il primo di questi incontri è avvenuto ieri mattina a Palazzo Allende con la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, alla quale Mondelli e Bonomo hanno consegnato l’appello sottoscritto anche dalle consigliere delle Province di Rimini, Parma e Lodi (presenti all’incontro), nonché di Forlì, Lecco, Campobasso, Catanzaro e Trento e delle Regioni Emilia-Romagna e Liguria. «È stato un incontro molto interessante e proficuo – commenta Maria Edera Spadoni – grazie al quale ho capito e apprezzato il duro lavoro che svolgono ogni giorno le consigliere per impedire che avvengano sul luogo di lavoro discriminazioni e molestie di genere, nonché l’impegno costante che dimostrano nella tutela e nell’incremento dell’occupazione femminile». «Attraverso il Decreto legislativo 151/2015 – l’intervento delle consigliere Mondelli e Bonomo – le risorse stanziate nel Fondo per l’attività dei consiglieri di parità, che prima erano ripartite tra tutti secondo un criterio territoriale ancorato a parametri oggettivi e misurabili, sono state destinate a finanziare le spese relative alle attività della sola consigliera nazionale di parità, mentre per tutte le altre si è lasciata la discrezionalità degli enti territoriali di riferimento. Inoltre il compenso mensile per le consigliere provinciali è stato fissato in 68 euro lordi mensili. Questa assoluta carenza di risorse vìola l’indipendenza del nostro ufficio, impedendo l’effettivo esercizio della nostra funzione, ancora più delicata considerando che, come evidenziato dal recente rapporto Istat, i ricatti sessuali per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per ottenere progressione nella carriera hanno interessato, nel corso della loro vita, 1 milione e 100 mila donne».

«Confermo il mio impegno – la promessa di Maria Edera Spadoni – a far presente la situazione alle istituzioni di competenza. Sarò sempre al fianco delle figure o associazioni che lottano per arrivare ad una piena parità di genere, in ogni ambito della società. Ricordo che nell’ultima legge di bilancio appena approvata sono stati corrisposti alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche delle pari opportunità, vale a dire il Fondo pari opportunità, 64,1 milioni per il 2019, 59,1 milioni per il 2020 e 59,1 milioni nel 2021». —

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