Gazzetta di Reggio

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L'arrivo dei Ghostbusters

«Il fantasma di Napoleone gira per piazza Prampolini a Reggio Emilia»

Leonardo Grilli
«Il fantasma di Napoleone gira per piazza Prampolini a Reggio Emilia»

A raccontarlo e documentarlo è stata l’associazione “National ghost uncover”: «Abbiamo raccolto 14 testimonianze, lo spettro ha detto che gli piace molto la città»

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REGGIO EMILIA. Ei fu. E poi tornò. A Reggio Emilia. Napoleone Bonaparte, morto il 5 maggio 1821 in esilio sull’isola di Sant’Elena, non è scomparso. Anzi. Il suo fantasma è in villeggiatura in Emilia-Romagna e nel suo peregrinare fra prosciutti e Parmigiani, alla faccia di chi dice che a Reggio il turismo è morto, passa spesso anche per piazza Prampolini chiedendo, come un qualunque visitatore, informazioni stradali.

Ad affermarlo sono i Ghostbusters italiani: l’associazione “National ghost uncover” che, negli ultimi anni, dichiara di aver ricevuto più di una dozzina di segnalazioni di reggiani che si sono imbattuti nelle manifestazioni paranormali di Bonaparte. I cacciatori di fantasmi hanno quindi iniziato la verifica di questi racconti, i cui risultati saranno esposti alla cittadinanza sabato 26 gennaio, proprio in piazza Prampolini. A raccontarlo è Massimo Merendi, presidente e fondatore dell’associazione.

Perché il fantasma di Napoleone dovrebbe passare così spesso per Reggio?

«Il Grande Corso (uno degli appellativi con il quale veniva chiamato Bonaparte, ndr) nella sua vita è stato anche Bologna, a Ravenna e a Forlì e da voi abbiamo una piccola ma agguerrita squadra composta da signore che, dal 2014, ha raccolto le segnalazioni di questi avvistamenti nelle vicinanze del municipio e in un caso anche all’interno, in totale 14 testimonianze. Fra queste 4 sono le più precise e parlano di una figura, appunto Napoleone, che è stata vista camminare vicino all’ingresso del municipio e parlare in francese».

Quando è stato visto l’ultima volta in piazza?

«L’avvistamento più recente è anche il più significativo e risale al settembre dello scorso anno quando tre persone, fra le quali un noto commerciante reggiano, lo hanno visto così nitidamente da pensare che fosse un figurante. Il fantasma di Napoleone li ha apostrofati in lingua francese, chiedendo quale fosse il municipio e la strada corretta per arrivare a Bologna. Quindi ha detto che Reggio è una bella città e che gli piace e, infine, ha attraversato uno di loro per poi svanire nel nulla, lasciando cadere a terra un oggetto».

Che oggetto?

«Lo riveleremo sabato, assieme ai risultati della nostra indagine che abbiamo avviato dopo le segnalazioni».

Parlando di indagini, la vostra associazione prende molto sul serio questo tipo di passione. Come fate a certificare una presenza paranormale?

«L’associazione non ha lo scopo di dimostrare l’esistenza di questi fenomeni. Abbiamo tutta una serie di strumenti che utilizziamo per esclusione, ovvero per provare che non esistono interferenze di fenomeni elettromagnetici, naturali e non, che possano dare una spiegazione logica o scientifica agli avvistamenti. Quel che è certo è che, sia che esistano o meno, i fantasmi non sono fotografabili, non esistono foto nel mondo che possono certificarne l’esistenza».

Voi siete attivi in Italia da quasi dieci anni. Come nasce questa associazione e di quanti casi di vi siete occupati?

«L’idea mi è venuta nel dicembre 2009, quando ero ospite di amici in Cornovaglia. Scherzando, mi hanno detto che a differenza loro in Italia non avevamo fantasmi. Siamo pieni di case stregate di ogni tipo e natura, dalla Sicilia alle Alpi, ma fantasmi niente. Così abbiamo creato questa associazione con lo scopo di osservare il fenomeno e nel giro di poco ci sono arrivate decine di segnalazioni. Attualmente siamo a più di 2.100 avvistamenti, 70% dei quali riguardano appunti i fantasmi. Ma ci sono anche vampiri e quattro o cinque licantropi».

Chi fa parte del National ghost uncover?

«In realtà un 40% dei soci non crede a fenomeni paranormali ed è diventano nostro associato per il piacere di girare per l’Italia o la curiosità di essere smentito. Anche a chi ci crede però dico sempre di non dar credito a ogni tenda che si muove o agli strumenti che fanno vedere in televisione. Non essendo un partito, non abbiamo l’obbligo di mantenere promesse e non ci facciamo nessun problema, quando andiamo a svolgere le nostre verifiche, a dire che non ci sono fantasmi. Noi certifichiamo solo quello che abbiamo visto o rilevato di persona. E per fortuna che non siamo in campagna elettorale, in quei periodi si moltiplicano i fantasmi che parlano male degli amministratori, soprattutto assessori all’urbanistica».

In realtà a Reggio si vota fra un paio di mesi...

«Sì ma Napoleone ha parlato bene della città e assoldare un imperatore costa, anche per un sindaco». —


 

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