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Posate le pietre d’inciampo in ricordo di cinque giovani

Adr.Ar.
Posate le pietre d’inciampo in ricordo di cinque giovani

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CAVRIAGO. Cinque pietre per cinque ragazzi di Cavriago. Ieri mattina sono state posate le cinque pietre d’inciampo dedicate alla memoria di cinque cavriaghesi morti in Germania durante la guerra: erano stati catturati e deportati, sfruttati come schiavi nei campi di lavoro nazisti. Ora le loro storie sono ricordate da queste piccole opere d’arte collettive, presenti a decine di migliaia in mezza Europa. Dal 2015 sono anche a Reggio, grazie al progetto curato dall’istituto storico Istoreco, e nel 2019 sono arrivate anche a Cavriago, al termine di un percorso portato avanti con il Comune e con le scuole superiori D’Arzo di Montecchio. Alcune classi, che poi parteciperanno al Viaggio della memoria ad Auschwitz-Birkeanu, hanno lavorato in questi mesi assieme alle storiche di Istoreco, ai funzionari comunali e alle famiglie per definire i dettagli delle cinque biografie.

Ieri la conclusione del cammino, con la posa delle cinque pietre nell’ultimo luogo in cui queste cinque persone hanno vissuto libere. A sistemare gli oggetti, l’artista tedesco Gunter Demnig, l’ideatore delle pietre d’inciampo, che cura sempre personalmente il fissaggio materiale dei cubi in cui inciampare.

Il giro a Cavriago è iniziato alle 9 di fronte al vecchio municipio. Da lì i è girato per il paese, per interrare le opere dedicate a Vittorio Mariani in via Campofiori 6, a Enea Pozzi in piazzaletto Garibaldi 11, Mario Vincenzo Gualerzi in via Roncaglio 21, a Giovanni Bernuzzi in via Quercioli 7 e Umberto Montanari in piazza Mazzini 1. I ragazzi del D’Arzo hanno letto estratti dalle biografie delle vittime, mentre alcuni famigliari hanno portato foto dei parenti morti e doni per Gunter Demnig, fra cui una bella cornice in legno. Presenti anche diverse classi delle scuole medie locali, che assieme alle loro insegnanti hanno seguito l’intero evento. «Attraverso le pietre d’inciampo, chiunque vi si imbatterà non potrà dimenticare la loro» storia», commenta il sindaco cavriaghese Paolo Burani. Non mancano gli agganci con l’attualità: «Oggi, di fatto, facciamo un esercizio di memoria, che ci dà lo spunto per riflettere anche su ciò che sta accadendo intorno a noi, ora». —

Adr.Ar.

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