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Acquista un motore online, ma è la solita truffa

Acquista un motore online, ma è la solita truffa

Un 30enne incappa nella rete di due abitué dei raggiri online. Nei guai finiscono un 47enne e un 51enne

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TOANO. Dopo aver navigato per giorni in Internet era riuscito a trovare il motore per la sua Opel Astra completo della certificazione di lecita provenienza, con due anni di garanzia e soprattutto a un prezzo ritenuto conveniente pari a 850 euro. 
 
Peccato per il 30enne reggiano che il motore non l’abbia mai visto, in quanto i truffatori, in questo caso due, con cui si è imbattuto, intascati i soldi, gli hanno dato buca, sparendo nel nulla. Due veri e propri boss del raggiro, il 47enne e il 51enne di Napoli, scoperti poi dai carabinieri della stazione di Toano, che li hanno denunciati per il reato di truffa. 
 
La vittima, un 30enne reggiano, con l’intento di fare un affare ha risposto a un annuncio online acquistando il motore al prezzo pattuito di 850 euro. Dopo aver contattato via mail l’inserzionista e aver parlato telefonicamente con due uomini il 30enne, rassicurato, ha chiuso l’acquisto versando, tramite bonifico sulla carta prepagata fornita dai truffatori, l’importo richiesto, per poi, dopo iniziali scuse circa i motivi del ritardo della spedizione del motore, non ricevere quanto acquistato.
 
Il 30enne dunque, capendo di essersi imbattuto in una truffa, si è rivolto ai carabinieri di Toano che, grazie a indagini condotte anche sfruttando i moderni mezzi telematici, hanno poi stretto il cerchio intorno ai due napoletani.
 
I due, grazie a un’inserzione associata a una mail e due utenze telefoniche dove intavolare le trattative e una carta prepagata dove ricevere i soldi, dal capoluogo partenopeo si sono insidiati nei principali siti di annunci commercializzando a prezzi assolutamente convenienti motori per auto. Le trattative correvano inizialmente via mail e poi telefonicamente. 
 
Quando sulla carta prepagata veniva accreditato l’intero importo richiesto il gioco era fatto: alla vendita non corrispondeva la spedizione della merce. E quando l'acquirente cercava di contattare i venditori per lamentare il ritardo i truffatori inizialmente lo rassicuravano, fornendogli numeri inesistenti di spedizione, per poi non rispondere più. 
 
Dopo una serie di riscontri tra la mail associata all’inserzione, le utenze telefoniche usate per la compravendita e la carta prepagata dove erano confluiti i soldi, i carabinieri hanno individuato i due, per giunta con a carico una sfilza di precedenti specifici. Di qui la denuncia.

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