«Formiamo guide per fare diventare mete turistiche i nostri caseifici»
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di Tutela «Chi supererà i corsi sarà inserito in un apposito Albo»
«I caseifici nei quali si produce il Parmigiano Reggiano possono diventare un’attrattiva turistica, soprattutto per i visitatori stranieri. Stiamo attrezzandoci per sfruttare questa potenzialità, sino ad ora solo parzialmente espressa. Organizzeremo corsi di formazione per preparare delle “guide” in grado di accompagnare gli ospiti nei centri in cui si produce il nostro famoso formaggio ed illustrare loro con quali prerogative vi lavoriamo». Sono alcune delle indicazioni espresse la scorsa settimana dal presidente del Consorzio di Tutela, Nicola Bertinelli, nella sede civica di Pegognaga, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Consorzio della sezione provinciale di Mantova.
Scusi presidente può darci qualche precisazione su questa singolare iniziativa?
«Innanzitutto abbiamo pensato che fra i motivi di richiamo dell’area nella quale si produce il nostro formaggio, accanto a storia, arte, cultura, c’è un ricco bagaglio gastronomico. Siamo culla di indicazioni geografiche importanti e la loro organizzazione produttiva può suscitare curiosità e interesse. Soprattutto in chi viene dall’estero. Prepariamo allora esperti su questi temi. Il caseificio può essere motore di sviluppo turistico del territorio ma dobbiamo strutturarci per ricevere in modo corretto i visitatori».
Cosa intende fare, organizzare una scuola professionale?
«La nostra intenzione è in effetti quella di promuovere corsi di formazione. Il primo dovrebbe partire nel prossimo mese di marzo e vi si potranno iscrivere dai dipendenti dei caseifici agli studenti di Agraria, a chiunque abbia qualche competenza e nutra interesse e passione per una simile attività».
In cosa consisteranno le materie di studio?
«Stiamo definendo i particolari ma, per ora, abbiamo pensato a corsi di quattro lezioni, ognuna di tre ore, con una prova finale; un esame per verificare i livelli di apprendimento. Poi, chi si sarà dimostrato capace, verrà iscritto in un apposito Albo al quale potranno attingere le stesse agenzie turistiche che intendono accompagnare i turisti a scoprire i “segreti” del Parmigiano Reggiano».
All’iniziativa dei “Caseifici aperti” pensate dunque di affiancare un programma continuo.
«Perché no? Fra l’altro questo sarà di stimolo anche per i casari che dovranno essere sensibilizzati a presentare il loro luogo di lavoro nel migliore dei modi. I nostri corsi si svolgeranno inizialmente nelle sedi consortili di tre delle cinque province del comprensorio: sono escluse, per ora, Modena e Bologna. Il tutto avverrà sotto la regìa di un ufficio incoming che sarà diretto dal nostro ex portavoce Igino Morini. Inutile sottolineare che la conoscenza delle lingue straniere sarà indispensabile perché dovremo accompagnare turisti provenienti da tutto il mondo».
Presidente, un’ultima anticipazione: è vero che ci sarà a breve un cambio della guardia alla segreteria della sezione reggiana del Consorzio?
«Corretto. Loretta Domenichini a breve andrà infatti in pensione e ci stiamo preparando al ricambio. Però la Domenichini, da una vita nel Consorzio, non ci lascerà del tutto e cercheremo di averla con noi non solo a Reggio ma in iniziative che si svolgeremo nelle aree consortili. La sua preziosa esperienza non andrà dispersa». —
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