«I migranti? Solo un diversivo Noi non andremo a votare»
Branzanti, responsabile Pmli regionale: «Non sono per nulla d’accordo con le politiche di questo governo. In linea con il partito, mi asterrò»
CAVRIAGO. È innegabile il clima di paura ed instabilità che si respira soprattutto nell’ultimo periodo. Il nuovo governo giallo-verde sta destando curiosità, proteste e preoccupazione tra coloro che hanno idee completamente diverse, come ha dimostrato la commemorazione per il 95esimo anniversario della morte di Lenin, avvenuta ieri mattina nell’omonima piazza di Cavriago. Tra le bandiere rosse che sventolavano, i compagni, venuti non solo da Reggio Emilia e provincia, hanno scambiato opinioni in merito agli ultimi decreti varati, in particolar modo quelli economici e la manovra sulla sicurezza, esprimendo perplessità sull’andare o meno a votare alle prossime elezioni amministrative ed europee.
«Non sono per nulla d’accordo sulle politiche di Salvini e Di Maio — dichiara Denis Branzanti, organizzatore dell’iniziativa e responsabile per l’Emilia Romagna del Pmli (Partito marxista leninista italiano) —. Si tratta di manovre razziste e antipopolari che riguardano pochi, e se la prendono con chi è considerato “diverso”. In linea con il pensiero del partito, opterò per l’astensionismo, perché le istituzioni, così come sono, borghesi, non rappresentano il popolo e rigetto totalmente l’Unione Europea».
Della stessa opinione è anche il compagno Antonio Leparulo, che afferma: «Non avrò a votare in entrambe le elezioni. Questo governo nero va abbattuto, non sono per nulla d’accordo con ciò che Salvini e Di Maio stanno facendo».
Il malcontento è evidente, come dimostrano le parole di Franco Dreone, che dal Mugello è venuto fino a Cavriago per commemorare il leader sovietico: «Senza dubbio non andrò a votare. Con queste manovre si sta tornando indietro. Se ci si ferma un secondo a riflettere, si può palesemente vedere come stiano gettando fumo in faccia agli italiani e come i fatti siano ben pochi. Il problema dei migranti è solo un diversivo, non deve esserci la guerra tra i popoli. Salvini? Solo la punta di un iceberg».
Angelo Urgo, militante del Partito marxista leninista, preme invece sui diritti: «Non ho fiducia nelle istituzioni e nei decreti. Aumentano la disoccupazione, sono solo per alcuni privilegiati. Aumentano gli strumenti di repressione, così da ledere i diritti fondamentali di ogni persona».
A parlare è anche un veterano del comunismo reggiano Loris Tonino Paroli, che afferma: «C’è un forte smarrimento delle masse, ed è sempre più semplice prendersela con l’ultimo arrivato. Continuare su questa linea è pericoloso; si rischia di tornare indietro. Mettiamo in evidenza i limiti e tentiamo in modo costruttivo di oltrepassarli. In questa società Lenin potrebbe divenire una figura moderna».
Tra i giovani presenti c’è Emanuele Bertesi, che motiva la sua volontà di andare a votare con queste parole: «Il governo attuale rappresenta gli sbagli ventennali di questa società. Siamo in una situazione di disagio che i ragazzi come me prendono sottogamba, non rendendosi conto della gravità».
Discordante è invece il parere di Giada De Carli, da Bertinoro, e della reggiana Cinzia Monanaro. La prima, infatti, afferma che il governo sia facendo molti passi indietro utilizzando la questione dei migranti come capro espiatorio, mentre la seconda dichiara che il governo è partito bene, ma che è in dubbio una riuscita a lungo termine. —
N.N.
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