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Mingardi ricorda Augusto a Novellara e si commuove

Andrea Mingardi con il sindaco di Novellara Elena Carletti e Pierluigi Senatore di Radio Bruno
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Andrea Mingardi con il sindaco di Novellara Elena Carletti e Pierluigi Senatore di Radio Bruno

Il ricordo, struggente, dell'indimenticato leader dei Nomadi è contenuto nell'ultimo libro del cantautore bolognese, "Professione Cantante" presentato assieme a Pierluigi Senatore nella sala di rappresentanza - gremita all'inverosimile - della tenuta "Podere Francesco"

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NOVELLARA. Se l'obiettivo era promuovere i prodotti del territorio abbinando la loro degustazione alla presentazione di un libro, l'esperimento che la tenuta agricola "Podere Francesco" ha fatto sabato ospitando  la presentazione di ""Professione cantante", ultima fatica letteraria di Andrea Mingardi,può dirsi perfettamente riuscito: Cristina Vaccari, la giovane imprenditrice che da poco si è buttata anima e corpo in questa avventura può essere legittimente felice. 

 

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L'aceto balsamico del "Podere Francesco" e i due nuovi prodotti del vitigno novellarese, il nuovo lambrusco Bolle Rosse il nuovissimo Filare 27, un bianco frizzante nato con uve di lambrusco hanno riscosso un grande successo durante tutta la serata, volata via tra canzoni, cori, battute, aneddoti e gag tutto dosato con grande leggerezza dal trio di scena: Mingardi a fare da primattore, il giornalista di Radio Bruno Pierluigi Senatore a suggerire gli spunti di discussione e il maestro Maurizio Tirelli ad accompagnare al piano i racconti del cantautore.  Lui, Mingardi, resta anche oggi  un autentico animale da palcoscenico.

 

E anche se il palcoscenico stavolta non c'è, l'atmosfera, alla fine è quella delle serate più riuscite, con gli artisti che mentre consumano la meritata cena, faticano a contenere l'affetto del pubblico che fino a poco prima li ha ascoltati, ha riso, ha quasi ballato e si è persino commosso.
Già perché il libro è alla fine un mosaico struggente, e le tessere sono "i pezzi di vita che tanti miei colleghi mi hanno regalato quando ho avuto la fortuna di incontrarli sulla mia strada".

 

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C'è spazio ad esempio per il ricordo commovente di un in incontro con Augusto Daolio, uno di quegli incontri che i cantanti e gli artisti fanno quando condividono mete o semplicemente alberghi da tournée. "Ero seduto accanto a lui a pranzo - ha ricordato Mingardi commuovendosi - e lo avevo visto taciturno pensieroso, al punto che gli chiesi cosa avesse. Lui non mi rispose. Poi si alzò da tavola e si allontanò. Fu allora che Beppe Carletti mi disse, gelandomi il sangue: Augusto è molto malato...".

 

Un ricordo struggente, che l'altra sera, a Novellara, hanno apprezzato in tanti. Prima tra tutti, Elena Carletti, sindaco di Novellara e figlia di Beppe Carletti, attuale leader dei Nomadi.

 

Anche il "cantante" di professione fa i conti con la vita, con i suoi alti e bassi, con un su e giù tra celebrità e anonimato. E nel libro Mingardi racconta proprio queste montagne russe: "In questi giorni- dice - sta partendo una trasmissione in tivù sui personaggi che dopo un momento di celebrità sono spariti. Ecco io ho cercato di raccontare anche questo aspetto della vita del cantante".

 

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E gli aneddoti non mancano. Sulle note del maestro reggiano Maurizio Tirelli, Mingardi ricorda come uno dei più grandi "dimenticati" della musica italiana sia stato Gianni Morandi. "Per undici anni - ha ricordato Mingardi - Morandi è sparito dalle scene completamente...". Colpa di una canzone, secondo Mingardi: "Vi ricordate: me lo prendi papà? Ecco, quella canzone andò malissimoe per dieci anni di Gianni Morandi che pure era quello di "in ginocchio da te e c'era un ragazzo..., non si seppe più nulla. Poi attraverso la nazionale cantanti, l'incontro con Mogol che gli scrisse alcune canzoni tra cui "uno su mille". E da lì Gianni ha ripreso a correre...".

 

E frizzante come il nuovo vino è stato anche Mingardi nelle due ore in cui si è concesso a un pubblico arrivato a Novellara con lo spirito con cui si va da un vecchio amico che non si vede da anni e che - lo sappiamo prima - proprio perché un un po' di tempo è passato, avrà di certo un sacco di cose da raccontare. Così è stato e 

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