Gazzetta di Reggio

Reggio

tra viale Timavo e via Beretti 

Un micro-vialetto per Matilde di Canossa

Un micro-vialetto per Matilde di Canossa

Alla grancontessa che riempie l’immaginario storico locale è dedicata una viuzza a senso unico fuori dall’esagono

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Dite Matilde e i reggiani si sentono a casa, dentro la storia, al centro di un passato molto mitizzato e determinante. Dite Matilde e vi sentirete ri-raccontare del perdono a Enrico IV, della lotta per le investiture, dell’arte canusina, del potere dei benedettini e delle pievi. Perché lei, la grancontessa, famosa in Germania, governando uno Stato cuscinetto a cavallo del Po e degli Appennini, da Verona alla Tuscia, fu quasi una regina d’Italia. La sapienza e l’abilità di governo nel secolo XI con lei si declinavano al femminile.

Bene: nello stradario della città di Reggio Emilia la via dedicata alla signora di Canossa è marginale, laterale, corta, a senso unico, fuori dall’esagono. Via Matilde di Canossa incrocia a ovest con viale Timavo e a sud con via Sergio Beretti, circa trecento metri percorribili a piedi in 5 minuti (andando senza fretta).

Un bella strada, stretta, alberata, decisamente residenziale con la sua ventina di villette e palazzine immerse nella tranquillità e in quel “clima reggiano” che si replica al di là dei sei segmenti della circonvallazione: sempreverdi, cancellate, siepi, strisce blu. Dunque non proprio un viale o un boulevard, ma una stradina che di medievale ha la curva e la dimensione, ma non il tono.

Cioè non vi è corrispondenza fra la memoria stradale (quella vissuta tutti i giorni nella vita della città) e l’immaginario condiviso che addirittura fa benedire dall’anima della grancontessa anche il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico, certi salumi, un’intera epoca nella quale lei fu paladina della Chiesa e quasi santa. —

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